(ASCA) - L'Aquila, 13 feb - "Delle due cose, l'una: o non si sa cosa sia un project financing, con la relativa normativa, oppure si sta facendo di tutto per strumentalizzare le mie parole". Ha esordito cosi' il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, nell'incontro d stamane, voluto per fare chiarezza sul discusso progetto di piazza Duomo. "Ho fatto una campagna elettorale fondata sulla trasparenza e sulla partecipazione - ha continuato Cialente - e la Citta' deve essere la prima a sapere che mi e' pervenuto un progetto che, per legge, dobbiamo comunque valutare". Si e' detto, quindi, "infastidito ed arrabbiato perche' sia Sel che 'Appello per L'Aquila' affermano che si tratta di una proposta di questa amministrazione comunale e di un metodo pittoresco, adottato dal Sindaco per renderlo pubblico". "Mi sembra evidente che tutti si riempiono la bocca con i concetti della trasparenza e della partecipazione - ha tuonato - ma quando si presenta l'occasione di rendere la Citta' veramente partecipe, emergono il ritardo culturale e, peggio, la chiusura a riccio della politica alla condivisione delle scelte". Per Cialente, la verita' "e' che da' fastidio che il Sindaco abbia voluto coinvolgere in primis la Citta'; questo e' il primo vero project financing del dopo terremoto che ci viene presentato, un project financing che impegna l'amministrazione, ripeto per legge, a dire se sia di interesse pubblico o meno, entro 150 giorni". Il Sindaco ha annunciato, pertanto, come d'obbligo, che e' gia' stata istituita una Commissione tecnica, e non politica, deputata ad avviare un confronto con i progettisti. Poi verra' nominato un Rup e conseguentemente verra' convocata una pre-Conferenza di servizi per capire se la Sovrintendenza regionale approvera' o meno il progetto. "Un progetto - ha puntualizzato Cialente - che io ancora non conosco, che nessuno ancora ha mai visto, eccetto la Commissione di tecnici che ha gia' sollevato alcuni dubbi su alcuni aspetti, che condividera' in un confronto con i progettisti". Parlare, quindi, di "procedimento pittoresco o di proposta dell'amministrazione" per il Primo cittadino "e' una scorrettezza dettata dalla ignoranza o dalla cattiva fede". "Resta il fatto - conclude - che abbiamo un centro storico di 400 ettari e, se crediamo di pedonalizzare, bisogna capire dove i residenti dovranno lasciare le auto. Anche questo sara' un dibattito da avviare, indipendentemente da cio' che si decidera' per questo project financing". Le ipotesi, pertanto, restano due: qualora la Sovrintendenza dovesse accettare il progetto, lo stesso verrebbe portato in Consiglio comunale, preceduto forse anche da un referendum. Qualora, invece, il progetto non venisse approvato dalla Sovrintendenza, passerebbe in Consiglio solo come presa d'atto di un no e, a questo punto, verrebbe meno anche la necessita' del referendum. Poi un flash back: "Ricordiamoci della metropolitana: se l'amministrazione Tempesta avesse affrontato il progetto come stiamo facendo noi adesso, avrebbero saputo subito che la metropolitana non sarebbe potuta passare per via Roma perche' la Sovrintendenza avrebbe immediatamente dato parere negativo. A quel punto non si sarebbe avviata un'opera faraonica rivelatasi poi priva di futuro". iso