Pochi custodi, molti in malattia e le Sale blu degli Uffizi che domenica sono rimaste chiuse. Per la soprintendente Cristina Acidini: «Non è possibile andare avanti così. Il sistema deve essere cambiato perchè non funziona più». Quanto successo domenica non è un caso isolato. «Il Ministero è al corrente ha detto Acidini Occorre una riconsiderazione complessiva delle modalità di custodia nella Galleria». Nel giorno in cui l'emergenza è rientrata ieri le Sale blu degli Uffizi sono state riaperte la soprintendente del Polo museale fiorentino torna a parlare della carenza di personale nella galleria fiore all'occhiello della città. E lo fa con una dichiarazione che lascia trasparire la volontà di agire velocemente per assicurare ai turisti la fruibilità di tutte le sale del museo (nei giorni scorsi proprio le Sale blu erano rimaste chiuse per carenza di personale visto che 10 custodi contemporaneamente erano in malattia ndr). «Per quanto riguarda il problema delle sale chiuse nella Galleria degli Uffizi per carenza di personale ha detto Cristina Acidini non è possibile andare avanti così. Questo è un problema del quale il ministero per i Beni culturali è perfettamente al corrente e sul quale stiamo discutendo da tempo insieme per arrivare a una soluzione. Occorre una riconsiderazione complessiva delle modalità di custodia nella Galleria; il sistema, così com'è per molti anni ha funzionato, ma ora è evidente che non va bene e dunque bisogna senz'altro cambiarlo». In che direzione intende muoversi non vuole dirlo: «Rispondere a una domanda così complessa come quella che verte sulla riorganizzazione del personale agli Uffizi non è possibile per me in questo momento. Posso dirle che bisogna ottimizzare l'organizzazione del lavoro del personale di cui disponiamo già». E cioè, le chiediamo, quanti sono? Come sono organizzati i numeri? «Niente numeri» risponde secca. In realtà parlando con Learco Nencetti, rappresentante di Conf. Sal - Unsa qualche numero si mette insieme. Il personale che si occupa della custodia delle sale degli Uffizi ammonta a circa 140 unità (poi c'è quello notturno), ed è spalmato su due turni (8-14 e 13-19). Le sale sono 84 ma per la turnazione dei custodi se ne contano circa 60 (alcune infatti sono doppie). Per tenere aperto tutto il museo non possono esserci molte defezioni, perché se è vero che in alcuni ambienti basta solo un custode in altri (quelli più grandi come le sale 10-14 dove c'è Botticelli, ndr) ne occorrono ovviamente di più. Senza contare che anche i corridoi hanno bisogno di personale costantemente presente. Di più: in tutto il Polo museale fiorentino sono circa 400 le unità che si occupano dello stesso servizio, distribuite, però nei vari musei. Andrebbero spostate? «Dipende da quello che si intende valorizzare osserva Nencetti ma questa è una domanda da rigirare ad Acidini, noi nel tempo alcune proposte gliele abbiamo fatte». Tre per tutte: chiedere alla società concessionaria della vendita dei biglietti di aprire prima per rendere effettivo l'ingresso al museo alle 8.15, e predisporre delle entrate contingentate e per turni laddove è possibile: le Sale Blu, in primis e il museo di San Marco, bellissimo ma meno vistato degli Uffizi e della Galleria dell'Accademia.
Uffizi, la guerra delle sale (chiuse)
La soprintendente Cristina Acidini ha dichiarato che non è possibile andare avanti con il sistema di custodia delle Sale blu degli Uffizi con pochi custodi e molte malattie. Il Ministero per i Beni culturali è al corrente del problema e sta discutendo per trovare una soluzione. Acidini ha detto che il sistema di custodia non funziona più e che occorre una riconsiderazione complessiva. Ha anche affermato che il personale di cui dispongono è insufficiente e che bisogna ottimizzare l'organizzazione del lavoro. Il personale di cui dispongono ammonta a circa 140 unità, ma è spalmato su due turni e non è sufficiente per tenere aperto tutto il museo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo