NAPOLI Le riqualificazioni di piazza Garibaldi e dell'area Tribunale-Porta Capuana viaggiano insieme, l'una non può riuscire senza l'altra. Ne sono convinti gli architetti della Federico II e Franco Rendano della Rendano Association che ha aperto, all'ex Lanificio, accanto alla chiesa monumentale di Santa Caterina a Formiello, il Lanificio 25, al centro dell'isola rimasta senza uffici giudiziari (ma ricca di monumenti, vedi la facciata barocca della medievale San Tommaso a Capuana) ed alle prese con la conservazione (dal degrado) della nuova piazza De Nicola (anche qui, la domenica, c'è il suk dei poveri). In zona qualcosa si muove. Già si scommette sul recupero di Castel Capuano, che comincia ad ospitare mostre di un certo tenore (a partire da "Palazzo di Giustizia: progetti di restauro e trasformazioni" allestita nella nuova aula espositiva al pianterreno del cortile principale). E c'è tanto da valorizzare. Nei sotterranei del Lanificio e sotto alcuni garage scorre un fiume che alcuni dicono addirittura affluente del mitico Sebeto. E le torri aragonesi sono ancora in piedi anche se oggetto di abusi assurdi: dai manufatti spuntano finestre con panni stesi e superfetazioni. Gli architetti della Federico II e dell'associazione Aste e Nodi vorrebbero metterci mano, con l'iniziativa già presentata con un convegno al Lanificio 25 assieme alla Fondazione Castel Capuano: «I Love Porta Capuana». Non è la prima volta che la Rendano Association ci prova. Ma ora il nuovo progetto «partecipato di rigenerazione urbana» si basa su finanziamenti esclusivamente privati, oltre al contributo della Fondazione BancoNapoli e quello della Metropolitana Srl: attraverso un programma di "crowd funding punta, guardando alle trasformazioni di Harlem o del Canary Wharf di Londra o Kreuzberg, ad attrarre investimenti e nuovi abitanti. Perché Porta Capuana, spiegano: «Le sue forti tradizioni produttive, la sua cucina tipica, i suoi ristoranti etnici e la grande quantità di locali inutilizzati stanno attirando sempre più giovani artisti e musicisti. Porta Capuana, però, non è Brooklyn, Harlem o Kreuzberg. A differenza di questi quartieri la sua edificazione ha una storia millenaria, ricca di capolavori artistici ed architettonici: un museo diffuso dell'arte, dell'architettura della cucina e del buon vivere può rappresentare il vero motore della rigenerazione dell'area. Il Castel Capuano (XII sec.), San Giovanni a Carbonara (XIV sec.) e la stessa Porta Capuana (XV sec.) sono solo una parte delle ricchezze storico-artistiche che questo pezzo di città ha da offrirci, eppure, ad oggi, sono al di fuori dei circuiti turistici. La chiusura al traffico veicolare esterno (Ztl) del centro antico di Napoli e l'approssimarsi della fine dei lavori di rifacimento di piazza Garibaldi pongono l'area in questione in una nuova ottica: potrebbe diventare passaggio privilegiato dei visitatori diretti verso il centro antico. Il facile e diretto accesso dalla rete stradale e ferroviaria fanno di quest'area il naturale ingresso alla città così come era fin dal XV secolo».
Napoli. Architetti e privati rifanno Porta Capuana
Napoli sta riqualificando piazza Garibaldi e l'area Tribunale-Porta Capuana. Gli architetti della Federico II e Franco Rendano della Rendano Association hanno aperto il Lanificio 25, un edificio storico, accanto alla chiesa di Santa Caterina a Formiello. L'area è ricca di monumenti e storia, ma è stata abbandonata e degradata. Gli architetti vogliono valorizzare l'area, che potrebbe diventare un passaggio privilegiato per i visitatori che arrivano al centro antico di Napoli. Il progetto è finanziato da fondazioni e società private, e si basa su un modello di "crowd funding" per attirare nuovi investimenti e abitanti.
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