Chiedo preventivamente scusa se queste obiezioni potrebbero offendere persone che non lo meritano. Non vuole essere una protesta contro le sacrosante esigenze dei disabili, piuttosto un pretesto per proteggere le bellezze della nostra città. Il delegato alle Politiche della disabilità, Antonio Guidi, dice che «Non è bello ciò che non è accessibile». Bene, allora che si cominciassero ad aprire al pubblico tutti quei Palazzi, pubblici e privati (compreso Palazzo Chigi), al cui interno sono custoditi capolavori artistici. Poi, se «non è bello quel che non è accessibile», non è detto che sia bello ciò che accessibile diventa: voglio dire che la facciata di una chiesa del SeiSettecento, andrebbe rispettata. Piazzare uno scivolo metallico che taglia di netto, in senso obliquo, le linee di un'opera architettonica non fa parte del concetto del bello. Forse Guidi sottovaluta che l'arte di Roma non è soltanto quella inaccessibile, ma anche quella accessibilissima: piazza del Popolo, per esempio, è un capolavoro, e vederla «segmentata» da scivoli spaziali, be' è una scelta che Valadier non aveva previsto! Vogliamo rispettarlo Valadier, oppure no? Mettere uno scivolo sul sagrato di Santa Maria della Minerva è un insulto all'architetto che l'ha disegnato, e che riuscì a trovare il delicato equilibrio tra la piazza e l'antico convento gotico (1200). Perché ci si dovrebbe scandalizzare che la Soprintendenza non dia il permesso di deturpare un'opera d'arte equivalente a quelle che stanno all'interno della chiesa? Leggo che gli scivoli se esistono «sono troppo ripidi», bene, allora che si metta una scala mobile come al centro commerciale!