Salvatore Settis vuole una commissione internazionale Centocinquanta studiosi da tutto il mondo per l'affaire Giotto. Da Firenze c'è ancora sete di conoscenza. «Ne sappiamo troppo poco» è il giudizio lapidario di Salvatore Settis, tra gli organizzatori del convegno "Cappella e Cripta Scrovegni. Problemi aperti" che si è tenuto ieri al Kunsthistorisches Institut in Florenz - MaxPlanck-Institut di Firenze. E di problemi si è parlato nel dettaglio, sviscerando ogni aspetto della questione che da anni tiene banco a Padova, e non solo. La domanda è semplice: come conservare al meglio la Cappella degli Scrovegni, tesoro di Giotto? Dalla cripta allagata - ma gli esperti a Padova dicono che è in equilibrio e quindi sta bene così- alla riprogettazione urbanistica della zona, che prevede una torre da 100 metri e un auditoriunr al di là del Piovego, le questioni in ballo sono tante. Erano state sollevate un anno fa grazie ad un appello pubblico firmato proprio da Settis e dalla medievalista Chiara Frugoni, anche lei tra gli organizzatori del convegno di ieri insieme al direttore dell'istituto Alessandro Nova. Era una sottoscrizione rivolta ad un pubblico internazionale, tanto che si chiamava SaveGiotto, e il convegno di ieri non era da meno. Studiosi tedeschi, americani e francesi (oltre, ovviamente, a quelli italiani) hanno partecipato all'incontro. Sul palco e anche tra il pubblico, invece, tanti padovani. A partire da Giuliano Pisani, presidente della Commissione Cultura del consiglio comunale ed ex assessore. Continuando con Luigi D'Alpaos, autore di uno studio sulle caratteristiche idrogeologiche della Cappella. Sono seguiti gli interventi di Pietro Matracchi, Renzo Fontana e, al pomeriggio, Girolamo Zampieri, Bruno Zanardi e Tomaso Montanari. Agli organizzatori è stata affidata la tavola rotonda finale, un'ora e mezza per tirare le conclusioni di una lunga giornata di studio. «Sono indispensabili altre ricerche dettagliate, come ad esempio un rilievo architettonico» spiega Salvatore Settis, «non solo sulla Cappella ma anche su tutto il contesto che sta intorno, comprese le fondazioni che insistono sull'anfiteatro romano». Altro che soluzioni, stando a quanto discusso dagli esperti siamo ancora in una fase conoscitiva. «Ma non è un procedimento né lungo né costoso» continua l'archeologo, già direttore della Scuola Normale di Pisa, «con sei mesi e alcune decine di migliaia di euro si può realizzare. Credo che dovrebbe farlo il Comune, visto che è di sua proprietà, ma in caso contrario si può organizzare una raccolta internazionale. L'importante è che vada fatto perché senza ulteriori conoscenze non ci si può permettere di andare avanti con i lavori». Settis e la Frugoni non hanno mai fatto mistero delle loro perplessità su Pple Auditorium. E lo ribadiscono. «Bisogna considerare l'intero contesto, esplorando anche la possibilità di spostare il complesso abitativo e l'auditorium più lontano» continua il professore, «ma questa fase di studio va fatta ai massimi livelli, convocando una comrnissione internazionale». Non è bastato, quindi lo studio di D'Alpaos? «E esaustivo e proprio per questo preoccupante. Agire in quella zona senza avere un rilievo architettonico è da irresponsabili». Pazienza, unità, prudenza. Queste le parole chiave dell' incontro secondo Giuliano Pisani. Che ha respirato un'atmosfera «serena». «Il Comune non ha fatto brutta figura, anzi. Ma prima di arrivare alla tutela di un bene bisogna studiarlo. Per questo io ho l'incarico di proporre l'istituzione di una commissione internazionale. Non vuoi dire che quella locale non abbia lavorato bene ma si possono integrare le conoscenze».
PADOVA - Giotto e i suoi problemi Necessari altri studi
Ieri si è tenuto a Firenze un convegno "Cappella e Cripta Scrovegni. Problemi aperti" organizzato da Salvatore Settis e Chiara Frugoni. Il convegno ha visto la partecipazione di studiosi di tutto il mondo, tra cui tedeschi, americani e francesi. L'obiettivo del convegno è di discutere i problemi aperti riguardo alla conservazione della Cappella degli Scrovegni a Padova, in particolare la sua cripta, che è stata oggetto di controversie. Settis ha sottolineato l'importanza di una commissione internazionale per studiare ulteriormente il contesto e le caratteristiche architettoniche della Cappella.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo