Cultura e politica, passato e futuro si intrecciano o meglio si scontrano ancora una volta in nome di Giotto, protagonista di un convegno ieri a Firenze organizzato dal Max-Planck institut. La diatriba che vede da una parte la costruzione dell'auditorium tenacemente voluta dal sindaco Zanonato nell'ex piazzale Boschetti e dall'altra la tutela della vicina trecentesca cappella degli Scrovegni, infuria da tempo, ma finora né gli Amissi del Piovego, né Legambiente né Italia Nostra sono riusciti a inchiodare il Comune sul banco degli "irresponsabili". Neppure il coinvolgimento di importanti studiosi come Chiara Frugoni e Salvatore Settis, curatori del convegno di ieri, già autori di vistosi interventi nei quotidiani nazionali e di un appello lanciato un anno fa, ha dimostrato nero su bianco che Padova sottovaluta il destino degli affreschi di Giotto al punto da danneggiarli a colpi di ruspa, dall'altra parte del fiume. «Ho accompagnato io stesso la Frugoni a toccare con mano la situazione della struttura sotterranea della cappella - racconta l'assessore comunale alla Cultura, Andrea Colasio - il problema è controverso: lei vorrebbe eliminare le arcate in pietra fatte costruire durante la seconda guerra mondiale per rafforzare la staticità. Davide Banzato, direttore dei Musei Civici, e la commissione scientifica preposta temono invece che le arcate si siano ormai assestate e che sia dunque pericoloso toglierle. La tutela è massima, sotto il controllo attento di uno staff capitanato da Ugo Soragni». «La cappella padovana è il monumento più monitorato d'Italia - aggiunge Banzato - anche gli ultimi rilevamenti, pubblicati a novembre, confermano che l'umidità della parte interrata non contagia gli affreschi né le pareti, attestandosi al di sotto dell'1. Non sappiamo come si comporterebbe il terreno sottostante se si volesse asciugarlo. Quello che possiamo fare è invece tenerlo sotto controllo, senza alterare un equilibrio che finora non si è rivelato dannoso». Sugli eventuali danni causati dall'auditorium, usato come un ariete per demolire quanto sta facendo il Comune per tutelare gli Scrovegni, Colasio non si pronuncia: «L'ultima parola, progetto alla mano, spetterà alla Soprintendenza». Il convegno di ieri ha invece invocato la creazione di un concorso di idee internazionale su come affrontare uno studio sistematico dell'area che circonda la cappella «tenendo monitorato costantemente l'andamento delle falde - ha precisato Giuliano Pisani, presidente della commissione Cultura del Comune, tra i relatori del convegno fiorentino - inoltre non sappiamo con certezza su cosa poggia l'abside e dunque il terreno va esaminato al millimetro, né come togliere il cordolo in cemento posizionato negli anni Sessanta e dannoso in caso di terremoto. Insomma, prima di intervenire vicino agli Scrovegni dobbiamo possedere tutti, ripeto tutti gli elementi di conoscenza per la sua messa in sicurezza: la commissione nominata dal Comune non basta più».
PADOVA Concorso di idee per tutelare Giotto
Ieri a Firenze si è tenuto un convegno sul tema della tutela della cappella degli Scrovegni di Giotto, costruita nel Trecento. La cappella è stata oggetto di controversia a causa della costruzione di un auditorium vicino, voluta dal sindaco Zanonato. La Soprintendenza dovrà decidere se il Comune può procedere con la demolizione di alcune arcate in pietra fatte costruire durante la seconda guerra mondiale per rafforzare la staticità della struttura. I studiosi e gli esperti hanno espresso preoccupazioni sulla tutela della cappella e sulla sicurezza degli affreschi di Giotto.
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