Coerenza e santità. Sono i segni sotto i quali la Sirena-Trinacria ammalia ancora adesso, dopo millenni, naviganti del Mediterraneo, della mente, delle problematiche sociali e politiche. Sotto questo aspetto, alla politica è opportuno riferirsi come polis, come terra dei cives e come polis-spoliazione. Come dire: i cives prendono coscienza, una volta per tutte, che il cammino sociale è stato in genere quello della crescita: ma di chi governa. Ed è proprio qui la causa del fatto che si solleva d'un tratto una voce della coscienza civile. Essa dice ai cives: «Hanno rubato tutto». E non si può fare niente. Un assessorato al Turismo inerme, come risucchiato in un campo di concentramento. Meritatissimo l'epiteto di S. Tommaso per Battiato. Ha voluto toccare con mano. Catanese, eccellenza pop nazionale, non è un politico, non ha fatto campagna elettorale, è assessore-tecnico. Vive appartato sull'Etna. Lì, arrivano soltanto i cinguettii degli uccelli nostrani e i messaggi professionali da oltre l'Isola. E' come Book, il famoso cane lupo del londoniano «Il richiamo della foresta». Dunque ignora. Ignorava. Un amico gli dice: vieni a fare l'assessore con me, per favore. Oltre che amico è persona seria a cui per tante ragioni non si può dire di no. E dice di sì. Arriva il momento in cui si deve cominciare a fare qualcosa per il tanto decantato turismo siciliano, spesso pascolo dell'ideatore di turno e della malversazione politica o fonte di generose, succose spremute d'arancia alla BIT di Milano. Inorridito, lo speciale assessore, appena aperto il cassetto: «Non c'è un solo euro! ». Che altro può venire in mente al ricercatore anche di motivi popolari: Senza soldi non si canta «missa». Inoltre si aspettava che prima del suo ingresso fossero stati fatti dei lavacri purificatori. Ma niente di questo. E invece l'amara scoperta: «tante porcherie! ». Dunque ignorava l'enorme deficit della Regione. Certo, lui avrebbe speso oculatamente ed efficacemente i soldi in dotazione. Ma non ci sono... Ci si aspetta una situazione analoga da parte di un'altra eccellenza, Antonino Zichichi. Pur dalla sua lunga esperienza militantesca, oltre che scientifica, che potrà dire alla sua gente che si aspetta dai Beni Culturali tanti posti di lavoro e un grande volano di crescita dell'economia? Potrà dire che porti pazienza, premura non ce n'è, soprattutto per lui che è abituato non ai kilometri e ai decenni ma agli anni luce. L'unica incertezza che rimane è se si realizzerà prima la conquista di Venere o un progetto economico basato sul pattern turismo-Beni Culturali (finora trattati come parrocchie in concorrenza). Comunque sia, ora entrambi sanno. Forse è opportuno che assumano l'interrogativo leniniano «Che fare? » e vedano se vogliono o possono rimboccarsi le maniche, inventandosi la vita in virtù della loro popolarità, cercando soldi e attirando investimenti-, anziché pensare di dare soldi ai portatori di progetti. La dimensione degli anni luce i siciliani la conoscono già. 12022013