Lei è la moglie di un conosciuto immobiliarista dell'Argentario. Lei, secondo la Procura, ha commesso una serie di abusi edilizi, talmente gravi da comportare un provvedimento di allontanamento dal Promontorio (divieto di dimora) emesso dal gip. Lei, quando il provvedimento le è stato notificato, ha subìto perquisizioni locali e personali, sia a Porto S.Stefano sia in località vicine, dirette a reperire altri elementi di prova sugli abusi commessi e sull'eventuale coinvolgimento di altre persone. All'Argentario torna a stringersi la morsa sugli abusi edilizi. Una morsa che aveva conosciuto un'impennata negli anni Novanta ma anche nell'ultimo quinquennio, con l'inchiesta "Argentariopoli" che ha portato all'apertura del processo poche settimane fa. Adesso ad agire è stato il corpo forestale dello stato (nucleo investigativo e personale dei reparti dipendenti e limitrofi), che si è mosso in base a una delega della Procura di Grosseto. La notifica del provvedimento risale a giovedì ma è stata resa nota soltanto ieri dalla forestale di Grosseto. Il comando provinciale ricorda che il Promontorio è da tempo incluso nell'elenco dei beni da sottoporre a tutela paesistica; in base alla normativa, sono ipotizzabili non solo i reati previsti dal Codice penale ma anche quelli indicati dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Di recente sono state inasprite le pene nei confronti di chi esegue lavori senza autorizzazione o in difformità qualora ricadano su immobili o aree che per le loro caratteristiche paesaggistiche siano stati dichiarati di notevole interesse pubblico. Poiché dalla contravvensione si è passati al delitto, ricorda ancora la forestale, è prevista adesso anche l'applicazione di misure cautelari, come appunto quella emessa dal gip.(p.s.)