GROSSETO Sull'ex convento delle Clarisse ruota il futuro della collezione Luzzetti, ma a che punto siamo, a Grosseto, con il piano di recupero dell'immobile per trasformarlo in pinacoteca e luogo della futura collezione dell'antiquario? Il progetto - in netto ritardo sui tempi inizialmente sperati - sta andando avanti: non è fermo ma, come spiega il sindaco Emilio Bonifazi, causa mancanza di soldi procederà a stralci: primo, secondo, terzo stralcio. Uno stralcio per piano insomma, passo doveroso per far quadrare i conti tra un bellissimo ma giustamente "ambizioso" progetto di recupero (affidato da Luzzetti, d'accordo col Comune, al cugino Mario Luzzetti e alla nipote Cecilia) e un delicato bilancio alle prese con casse sempre più sofferenti. Di questo passo, della fine delle Clarisse, si dovrebbe riparlare nel 2014 o 2015. Il lavoro avrà più step e durerà un paio di anni. A partire dal pian terreno: circa 300 metri quadrati che saranno messi a posto a partire dalla climatizzazione. I tempi - insomma - saranno ancora lunghi. «Il fatto è che non è una mancanza di volontà da parte nostra, ma rispetto al progetto iniziale le risorse sono limitate», spiega il sindaco stesso, motivando le ragioni di un ritardo per il quale la città chiede conto ma nel quale - dice lui - esistono ragioni oggettive, economiche, anche legate al patto di stabilità. È il marzo 2011 quando si posa la prima pietra "ufficiale" della grande scommessa culturale che la città di Grosseto sta giocando sul proprio futuro: l'acquisizione al patrimonio del Comune della collezione d'arte dell'antiquario Gianfranco Luzzetti. Costui, che vive a Firenze ma è maremmano doc, ha infatti deciso di donare a Grosseto una parte cospicua (oltre 100 pezzi) della sua straordinaria collezione. Un patrimonio unico e che annovera - solo per citare gli artisti più noti - opere di Pinturicchio, Bellini, Della Robbia e della bottega di Botticelli. Condizione preliminare perché questo dono arrivi davvero alla città, è un luogo degno di accogliere il tesoro. Il Comune ha scelto l'ex convento delle Clarisse e - ultimato il trasloco dell'università che lo occupa - il 24 marzo 2011 ha consegnato le chiavi dell'ex convento (futura pinacoteca civica) al collezionista. Una cerimonia simbolica, ma anche un segnale concreto: dopo tanti anni di difficoltà Grosseto, quel giorno, si proclama pronta ad accogliere il più bel regalo che mai abbia ricevuto; passo concreto di un percorso mai sondato, in passato, dalle passate amministrazioni. In quasi due anni, tuttavia, a partire da quella comunione di intenti è un dato di fatto che il percorso di realizzazione di una pinacoteca si sia bloccato, o quantomeno rallentato. In realtà «non è bloccato niente - spiega il sindaco - Stiamo continuando la collaborazione con i progettisti, ma per la pinacoteca lavoreremo per stralci. Il primo investimento sarà appunto fatto nel 2013: il primo stralcio corrispondente al piano terra. Gli uffici stanno lavorando». Per dirla con le parole del primo cittadino, «stiamo approfondendo il progetto mediante un'attualizzazione di quello già fornito, che contemplerà un diverso cronoprogramma: prima si agirà su un piano, poi sugli altri. Quest'anno facciamo questo». Il problema è quello dei soldi, di ottimizzare le risorse. «Stiamo cercando di attivare tutti i fondi, anche con la Regione Toscana e il suo piano culturale 20122015, e altri soggetti istituzionali a livello europeo. Mi è stato prospettato un bando dedicato ai beni culturali che potrebbe valorizzare al meglio la collezione Luzzetti. Le scadenze sono vicine, ma lo stiamo guardando con interesse». C'è poi la "questione Cigoli", ovvero il capolavoro di Ludovico Cardi (detto il Cigoli) che nel maggio dell'anno scorso Luzzetti annunciò di voler donare al Comune di Grosseto. Altro caso di ritardo nel complicato percorso di avvicinamento alla collezione: in 8 mesi non è mai stato formalizzato dal notaio il passaggio di proprietà dal collezionista all'ente pubblico. Per questo l'antiquario alcuni giorni fa ha lanciato un insolito appello alla rovescia. «Una situazione esasperante. Ai miei concittadini dico: se volete fare una donazione pensateci non una, ma trenta volte». «Ma il ritardo nel passaggio di proprietà non è colpa del Comune - si difende Bonifazi - Noi abbiamo fatto il nostro: abbiamo attivato la Soprintendenza sull'eventuale presenza di notifiche sul quadro, e questa dichiarazione la stiamo aspettando». «I nostri uffici - gli fa eco il dirigente dell'ufficio sviluppo economico Paolo Negrini - sono pronti. Appena arriva la dichiarazione andiamo dal notaio». Poi un messaggio. «Ai miei concittadini - invoca il sindaco - dico: donate al Comune, non abbiate paura di farlo. Da quando sono stato eletto abbiamo ricevuto circa 200 opere, "donate" da collezionisti generosi o dalle loro famiglie: tante persone l'hanno fatte e sono state contente di farlo. 148 di Tonio Zancanaro, due di Renzo Capezzoli, e 37 da Giovanni Sbrilli, che è stato un uomo di straordinaria umanità e rigoroso, mai polemico».
GROSSETO - Una pinacoteca che nascerà... per stralci
Il progetto di recupero dell'ex convento delle Clarisse a Grosseto, destinato a trasformarlo in pinacoteca e luogo della futura collezione dell'antiquario Gianfranco Luzzetti, è in ritardo. Il sindaco Emilio Bonifazi spiega che la mancanza di soldi è la principale causa del ritardo, e che il progetto procederà a stralci, con il primo investimento previsto per il 2013. Il progetto, iniziato nel 2011, prevede la trasformazione dell'ex convento in pinacoteca, ma il ritardo è dovuto anche alla "questione Cigoli", ovvero il capolavoro di Ludovico Cardi che l'antiquario ha annunciato di voler donare al Comune di Grosseto.
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