Sulla questione dei «Grandi Uffizi» i ritardi e i limiti alle dotazioni finanziarie dipendono dalla burocrazia e non capisco che cosa impedisca di realizzarli, con tante stanze perfettamente in ordine, in cui mancano soltanto gli impianti. Non manca niente. Se per una mostra d'antiquariato, come quelle che si fanno o si facevano a Palazzo Strozzi e, oggi, a Palazzo Corsini, si crea un allestimento, non si potrebbero allora sistemare cinquanta stanze come per una mostra di antiquariato? Basterebbe la volontà di un architetto scenografo, come Pierluigi Pizzi, o quella di un antiquario come l'amico Giovanni Pratesi, che, come organizza la mostra a Palazzo Corsini, voglia lare anche la mostra dei quadri del Seicento e del Settecento, che non sono esposti perché stanno nei depositi. Invece sono fermi da anni, ma il vero, grande problema dei «Grandi Uffizi» è il tema della porta d'uscita che non serve, che deturpa e che costa un'infinità di soldi, dopo un concorso fatto inopinatamente dalla Sovrintendenza, con un vincitore giapponese che non riesce a lavorare nei centri storici del Giappone e che non si capisce perché debba invece agire e fare una porta a pochi metri dalle lògge del Vasari.
Un piccolo giapponese blocca i grandi Uffizi
Sulla questione dei Grandi Uffizi i ritardi e i limiti alle dotazioni finanziarie dipendono dalla burocrazia e non capisco che cosa impedisca di realizzarli, con tante stanze perfettamente in ordine, in cui mancano soltanto gli impianti. Non manca niente. Se per una mostra d'antiquariato, come quelle che si fanno o si facevano a Palazzo Strozzi e, oggi, a Palazzo Corsini, si crea un allestimento, non si potrebbero allora sistemare cinquanta stanze come per una mostra di antiquariato? Basterebbe la volontà di un architetto scenografo, come Pierluigi Pizzi, o quella di un antiquario come l'amico Giovanni Pratesi, che, come organizza la mostra a Palazzo Corsini, voglia lare anche la mostra dei quadri del Seicento e del Settecento, che non sono esposti perché stanno nei depositi. Invece sono fermi da anni, ma il vero, grande problema dei Grandi Uffizi è il tema della porta d'uscita che non serve, che deturpa e che costa un'infinità di soldi, dopo un concorso fatto inopinatamente dalla Sovrintendenza, con un vincitore giapponese che non riesce a lavorare nei centri storici del Giappone e che non si capisce perché debba invece agire e fare una porta a pochi metri dalle lògge del Vasari.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo