Un importante concorso di idee voluto del consorzio universitario Archimede «Plaudo all'iniziativa che è stata promossa dal consorzio universitario Archimede, dalla Struttura didattica di Architettura e dal Comitato per i parchi e per la valorizzazione e il recupero urbanistico del patrimonio "Santi Luigi Agnello", sul concorso di idee per la valorizzazione del sistema delle Mura Dionigiane del parco archeologico di Siracusa». Così Marco Mastriani, consigliere comunale e presidente della commissione comunale al Bilancio, è intervenuto sulla proposta di realizzare un progetto di valorizzazione territoriale attraverso il coinvolgimento degli studenti universitari di Architettura: unica realtà accademica rimasta in città. «Proprio per questo motivo - dice Mastriani - al fine di creare sempre una maggiore sinergia fra il consorzio Archimede e le istituzioni, chiedo che in questa iniziativa venga ampliata coinvolgendo anche agli studenti universitari del corso di Laurea in Scienze dei Beni culturali, in Archeologia e della Scuola di specializzazione in Archeologia, oggi a Catania». Si tratta di corsi accademici e post-lauream che, dal 2001 al 2012, hanno visto in città una presenza numerosa e importante di studenti universitari. «Per questo - aggiunge Mastriani - ritengo che proprio per gli studi fatti, questi studenti siano direttamente interessati a qualsiasi iniziativa di tutela, valorizzazione e promozione del territorio, che oggi guarda sempre di più alla riscoperta e fruizione dei beni archeologici e culturali in generale». Il progetto di valorizzazione riguarda un'area in cui vige il vincolo paesaggistico e archeologico per la presenza di resti che, secondo le intenzioni passate, sarebbero dovuti essere inglobati nel "Parco archeologico di Epipoli" voluto dal soprintendente emerito Giuseppe Voza attorno alle mura Dionigiane. Tutta questa zona fu oggetto di attente analisi e indagini archeologiche di studiosi di fama mondiale tra cui, oltre a Voza e prima di lui Saverio Cavallari e Paolo Orsi, anche il tedesco Dieter Mertens, direttore dell'Istituto germanico a Roma che ha terminato di rilevare pochi anni addietro l'intera cinta muraria costruita dal tiranno Dionigi. Un'opera ciclopica che venne citata tra le numerose motivazioni ufficiali del riconoscimento Unesco conferito a Siracusa, oggetto di controlli da parte del comitato per il mantenimento nella "World heritage list". All'interno di questo parco archeologico intitolato, appunto, a Epipoli che è il nome greco del rione che confina con Belvedere, si trovano anche i resti dell'acquedotto Galermi. L'acquedotto è considerata un autentico capolavoro di ingegneria idraulica ed è dunque ritenuto di immenso valore storico, voluta da Gelone nel V secolo a. C. e interamente scavata nella viva roccia dalla grotta del Ninfeo che sovrasta il Teatro greco dalla quale si estende per trenta chilometri. Questa testimonianza storica, insieme con le mura Dionigiane e il Castello Eurialo, dovranno essere i tesori del parco di Epipoli. Nella stessa zona, secondo il Piano regolatore generale, stanno sorgendo e sorgeranno cooperative edilizie e due centri commerciali. Uno quasi ultimato, all'imbocco della via Epipoli che fa parte di una catena francese; l'altro aprirà i battenti in luogo della fiera del Sud. Le due nascenti strutture avranno come cornice le mura di Dionigi e il Castello Eurialo come sfondo. isabella di bartolo 10022013
SICILIA - SIRACUSA - Valorizzare le mura Dionigiane
Il consorzio universitario Archimede Plaudo ha lanciato un concorso di idee per valorizzare il sistema delle Mura Dionigiane del parco archeologico di Siracusa. Il consigliere comunale Marco Mastriani ha proposto di coinvolgere gli studenti universitari di Architettura e Scienze dei Beni culturali per creare una maggiore sinergia con le istituzioni. Il progetto di valorizzazione riguarda un'area con vincolo paesaggistico e archeologico, con resti di mura e acquedotto Galermi. Il parco archeologico di Epipoli, che include le mura e il Castello Eurialo, dovrebbe essere il luogo di fruizione dei tesori storici.
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