L'ex carcere dell'Inquisizione si trova nel complesso Chiaramonte-Steri Sono stati portati a termine i lavori di restauro dell'ex carcere dell'Inquisizione, che si trova all'interno del complesso edilizio Chiaramonte detto Steri. Ogni giorno dalle ore 10 alle 18 visite guidate a cura dell'Associazione Amici dei musei Siciliani. Le ultime scoperte svelano i segreti lasciati dai prigionieri dello Steri. Era il 1906 quando Giuseppe Pitrè riuscì a decifrare le parole "Pazienza, pane, tempo" trovate in una cella. A distanza di oltre un secolo le frasi dei carcerati si trovano ancora lì, ammutolite dal tempo, ma sempre impregnate di significato. Sono segni di disperazione, paura; preghiere. Secondo il Pitrè al piano terra stavano le detenute del Sant'Uffizio, mentre gli uomini erano rinchiusi nelle celle del primo piano. In una stanza la scritta straziante "Caudu e fridu sentu ca mi pighiala tersuru tremu li vudella". Nella conferenza stampa di ieri il rettore Roberto Lagalla ha detto: «Manteniamo così l'impegno preso con il presidente Napolitano, che venne a visitare le carceri a restauro completato, come simbolo del rifiuto di ogni intolleranza ideologica, religiosa e politica. Siamo consapevoli della responsabilità di tutelare e far conoscere un luogo che è arrivato a noi attraverso i secoli, insieme con le voci dei condannati che sono riusciti a lasciare memoria di sé». Secondo Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente dell'associazione Amici dei musei siciliani, «il carcere arricchisce notevolmente l'offerta culturale della città, accendendo un faro su tre secoli che hanno inciso profondamente sulla storia della Sicilia». Vincenzo Prestigiacomo 08022013