09032005 Oggi alla Camera è stata posta un'interrogazione al ministro Urbani riguardo alla bozza di "Semplificazione della Regolamentazione" in discussione presso i tavoli tecnici del Governo, parte integrante del pacchetto per la competitività. La bozza nota prevede alcuni provvedimenti assai dannosi per il patrimonio: la possibilità di estendere la DIA ai lavori da compiere sui beni di interesse culturale, aggravata dal silenzio assenso, la possibilità di esportare beni di interesse culturale senza controlli speciali il conferimento di poteri speciali a Commissari straordinari addetti alle grandi opere Italia Nostra e Patrimonio S.O.S., benché apprezzino le benevole intenzioni del ministro, VOGLIONO perseverare nella loro opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. All'interpellanza di Pisicchio il ministro ha risposto che i Beni culturali non sono soggetti alla DIA e al meccanismo del silenzio-assenso. Ma non sono state affrontate altre due questioni molto importanti: 1) il pericolo del "riassetto delle procedure amministrative di sdoganamento delle merci, con l'individuazione di forme di semplificazione e di coordinamento" con conseguente libera circolazione dei beni culturali; 2) la formazione di una figura di "Commissario straordinario " addetto alle grandi opere, frutto di un accordo Urbani-Lunardi per una Valutazione d'Impatto archeologico preventiva "affinché le Sovrintendenze non blocchino i cantieri delle grandi opere ad ogni ritrovamento". Per questo resta al suo posto, sul sito www.patrimoniosos.it l'appello della Redazione di Patrimoniosos. Italia Nostra lo condivide e mobilita le sue 200 sezioni territoriali a sostegno dell'iniziativa.
COMUNICATO CONGIUNTO DI PATSOS E ITALIA NOSTRA
Il ministro Urbani ha risposto a un'interrogazione della Camera riguardo alla bozza di "Semplificazione della Regolamentazione" in discussione presso i tavoli tecnici del Governo. La bozza prevede provvedimenti dannosi per il patrimonio, come l'estensione della DIA ai lavori da compiere sui beni di interesse culturale e la possibilità di esportare beni culturali senza controlli speciali. Il ministro ha affermato che i beni culturali non sono soggetti alla DIA e al meccanismo del silenzio-assenso, ma non ha affrontato altre due questioni importanti: il pericolo del "riassetto delle procedure amministrative" e la formazione di una figura di "Commissario straordinario".
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Bene culturale
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