Malati quindici custodi del museo. La denuncia del direttore Natali: siamo pochi NON c'è pace per gli Uffizi. Dopo il crollo di un pezzo di soffitto, ora ci si mette anche l'influenza. Che, ieri, ha messo a letto ben 15 custodi, imponendo la chiusura delle Sale Blu, dove sono esposte opere di Velazquez, Goya, Rembrandt. «Con la soprintendenza spiega il direttore Antonio Natali abbiamo approntato un piano che indica quali sono le sale da tenere aperte e quali no a seconda del personale disponibile. L'emergenza prevede che, davanti ad un'ingente mancanza di custodi, la chiusura privilegi le Blu perché non di necessario transito, ma cul de sac. E poi la domenica il personale è ridotto. Sono decisioni che prendiamo a malincuore, ma cosa dobbiamo fare? Chiudere forse le cosiddette "salette" che ospitano opere rilevantissime di Mantegna, Cranach, Memling, catalizzatrici dell'attenzione di turisti che arrivano da lontano? ». Sulla carenza di personale, dice Natali, «ormai ho sprecato fin troppo fiato. Vorrei che si capisse la fatica di chi lavora perché il museo viva. Paragonare gli Uffizi a Pompei non solo è un'infamia, ma un'ingiuria». Inaugurate a fine 2011, le sale Blu sono state chiuse un anno dopo per lavori all'impianto di riscaldamento. Riaprirono con giorni di ritardo sempre per la carenza di custodi.
FIRENZE - Uffizi, sale blu chiuse per febbre
Il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, ha denunciato la carenza di personale che sta costringendo il museo a chiudere le Sale Blu, dove sono esposte opere di artisti famosi come Velazquez, Goya e Rembrandt. La chiusura è stata decisa a causa dell'influenza che ha messo a letto 15 custodi, costringendo il museo a ridurre la sua attività. Natali ha spiegato che il personale disponibile non è sufficiente per gestire tutte le sale del museo, quindi ha deciso di chiudere le Sale Blu, che non sono di transito, e di mantenere aperte le altre sale. La decisione è stata presa a malincuore, ma Natali ha spiegato che non c'è altra scelta.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo