Non solo manifestazioni artistiche e fiere nel programma della giunta che tra due settimane sarà sottoposto al Consiglio. E già gli scettici parlano di «libro dei sogni» Ma sarà poi veramente un insolito "libro dei sogni" della politica, del turismo e dei beni culturali? È il piano triennale di attività per la valorizzazione dei beni culturali, ambientali e paesaggistici, la promozione turistica ed agro-turistica, di manifestazioni e iniziative promozionali, di festività di interesse locale che prima di finire in consiglio comunale (la convocazione dell'assise cittadina è per il prossimo 21 marzo), è stato esaminato dalla IV commissione consiliare "Beni culturali, Turismo e Spettacolo". E le critiche non sono mancate. Per quel programma che, in buona sostanza, è stato aggiornato con l'aggiunta di pochi altri progetti difficilmente realizzabili con i fondi del bilancio comunale e che hanno bisogno, per essere attuati, di finanziamenti regionali. E proprio come precisato nella relazione che lo accompagna, "si tratta di una revisione del piano in ragione di sopravvenute esigenze", e che, in sintonia con la legge regionale 6 del 97, "deve essere tuttavia approvato contestualmente al bilancio di previsione". Una programmazione che, quindi, si pone come esclusivo obiettivo la pianificazione di attività promozionali e socio culturali da attuare con i fondi della Regione. Ma al di là dei felici momenti di puro intrattenimento (di gusto la stagione lirica e il teatro stabile di innovazione) e della partecipazione a Borse e Fiere, ci sono anche le grande imprese. Come l'acquisizione da parte del Comune di un ala del settecentesco palazzo Nicolaci dei principi di Villadorata, dei locali dell'ex Fabbrica del Ghiaccio ("a machina ro ghiacciu") - un classico esempio di protoindustria in Sicilia agli inizi del secolo scorso, e da troppo tempo in attesa di essere trasformata in museo dell'artigianato -, dell'ex convento di Sant'Antonio da Padova e del cinema Benso, la struttura in stile liberty che sorge a due passi dal Teatro comunale "Vittorio Emanuele". Programmi e cifre "robusti", somme che nell'insieme superano, e non di poco, i finanziamenti previsti nei vari capitoli di bilancio destinati al turismo, allo spettacolo e alla valorizzazione dei beni culturali. "Per questo il piano potrebbe essere definito, come già fatto da qualcuno, il libro dei sogni", ha detto il dirigente del settore 8, Vito Genova. "Ma la predisposizione del Piano deriva da un obbligo di legge, e le manifestazioni e i progetti che l'amministrazione pensa di realizzare, e che non si possono concretizzare con fondi comunali - ha spiegato il dirigente - debbono essere inseriti perché la mancanza precluderebbe la possibilità di richiedere i necessari finanziamenti".