Mart, illustrato il rapporto 2012 In un anno dimezzati i visitatori Ma i fondi calano di due terzi In tempi di crisi tutti sono obbligati a tagliare. Dalle istituzioni ai singoli cittadini. A farne le spese però è quasi sempre la cultura. I dati che il Mart ha presentato ieri, tratti dal primo report della propria attività, mettono in luce gli effetti deleteri di questa doppia forbice: da un lato c'è l'ente pubblico, la Provincia, costretto a ridurre le risorse destinate al museo. «Al di là dei costi fissi, pari a 6 milioni di euro all'anno, nel 2012 abbiamo avuto 1,5 milioni euro, nel 2013 la situazione è analoga. Molto meno rispetto ai 4-5 milioni dell'era Belli ha detto il presidente Franco Bernabè Nel 2014 e 2015 avremo mezzo milione all'anno per le attività espositive. A questi vanno aggiunti circa 600.000 euro che si ricavano dai biglietti». La crisi morde però anche i portafogli dei potenziali fruitori: e così nel 2012 il Mart ha registrato 148.405 visitatori (di cui 118.972 nella struttura di corso Bettini, 19.606 a Casa Depero e 9.827 nelle altre sedi, Torre Vanga, Cappella Vantini, Maso Spilzi, palazzo Alberti Poja). Quasi la metà dei 376.212 del 2011. Anno eccezionale quello, come ha ricordato la direttrice Cristiana Collu, perché a Rovereto arrivarono i capolavori impressionisti dal Musée d'Orsay. «Nel 2012 ha aggiunto Bernabè abbiamo avuto a disposizione un terzo delle risorse; il fatto che i visitatori siano solo dimezzati significa comunque che l'efficienza è migliorata». Il confronto però traballa anche rispetto ad altri anni: nel 2008 i visitatori erano 213.846, nel 2009 283.935, nel 2010 232.140. La flessione dello scorso anno rischia dunque di essere il frutto anche della proposta di mostre di alto livello ma comunque di minore impatto popolare. E nel 2013 arriverà anche il Muse a drenare risorse dalla Provincia?: «Fino ad ora i tagli erano oggettivi, la nascita del Muse non ha influito ha risposto Collu Si dovrà vedere in futuro, ma la nostra intenzione è di concorrere insieme per dare al Trentino un'offerta museale di livello ancora più alto». Bisogna quindi aguzzare l'ingegno «per continuare a fare le stesse cose del passato ha continuato Bernabè con meno soldi. La via è quella dell'innovazione, per questo ho voluto una direttrice diversa da Gabriella Belli, capace di immaginare e sperimentare, come Cristiana Collu. Lo stesso progetto Cibo dimostra che è possibile: è una mostra di grande richiamo per il pubblico che al contempo può interessare le aziende del settore». Museo di profilo e caratura internazionale, cresciuto sotto la cupola di Botta e grazie alla forte azione di sostegno dell'ente pubblico, alla luce di un taglio così drastico rischia di vedersi togliere il terreno sotto i piedi. Se è vero infatti che il «fratello» altoatesino del Mart, Museion, nel 2012 ha registrato un aumento del 23 di visitatori, è altrettanto vero che si parla di due strutture di statura diversa. Senza andare a spulciare i cataloghi delle mostre presentate, parlano i dati: quel 23 in più si riferisce a 9.000 visitatori, che consentono a Museion di arrivare a quota 48.000. Il Mart, almeno negli ultimi dieci anni, ha preso una strada di grande istituzione che ora deve mantenere. Il presidente non nasconde quindi che il museo dovrà darsi da fare per «reperire nuovi finanziamenti, dagli sponsor al fund raising». All'orizzonte c'è una grande mostra, che potrebbe dare numeri importanti, su Antonello da Messina, che, è stato annunciato, aprirà a ottobre. Ma il museo non è solo mostre e numeri, ha tenuto a precisare la direttrice. Il report illustrato ieri ha anche il merito di accendere un faro sulle numerose sfaccettature e potenzialità dell'universo Mart: 2.292 le opere movimentate nel 2012 per prestiti, fra entrate e uscite, 77 le nuove acquisizioni anche se tutte in deposito o come donazione. L'ombra lunga della crisi si vede anche qui: nessuna opera è stata acquistata; 54 gli interventi di restauro, 12 le mostre organizzate solo al Mart nel 2012, 80.000 i volumi conservati nella biblioteca del Mart. Intensa l'attività del museo sul fronte dell'educazione. «Un settore ha detto Collu a cui teniamo molto e che si mostra in crescita, perché qui si formano i visitatori di oggi e preparano i visitatori di domani». Gli incontri fra laboratori didattici e attività per le scuole sono stati 1.310, per 23.091 utenti. Per il pubblico si sono avuti 584 incontri con 12.087 partecipanti, comprese le visite guidate; 3.672 sono gli utenti che si sono rivolti al Mart per attività di formazione e consulenza. Fra le novità dell'anno i progetti speciali in collaborazione con il Cimec con l'obiettivo di investigare le opere d'arte attraverso la metodologia delle scienze cognitive e quello in collaborazione con il Rise e Telecom Italia. In questo caso si punta a creare un centro di ricerca interdisciplinare per sviluppare forme innovative di pratica museale attraverso l'uso delle tecnologie multimediali. Per la prima volta poi il Mart ha ospitato artisti in residenza: si tratta di Gianluca Vassallo, Paco Cao e Giusy Calia. Bene va il museo anche sul web e i nuovi social media: 480.056 i visitatori del sito con una permanenza media molto alta, pari a quasi due minuti.
Rovereto, Mart. A caccia di risorse
Il Museo di Rovereto, noto come Mart, ha registrato un calo significativo dei visitatori nel 2012, passando da 376.212 a 148.405. I fondi destinati al museo sono stati ridotti di due terzi, passando da 6 milioni di euro a 1,5 milioni. Il museo ha dovuto tagliare le risorse, comprese le mostre e le attività didattiche. Il presidente del museo, Franco Bernabè, ha affermato che il museo deve innovare e trovare nuovi finanziamenti per mantenere la sua attività. Il museo ha anche registrato un calo nella vendita di biglietti, passando da 600.000 euro a 150.000 euro.
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