L'assessora regionale: «Il Pug cambierà la città» LECCE Boccia tout court i grattacieli proposti dagli imprenditori edili e storce il naso di fronte alla sola ipotesi che il Pug di Lecce possa ispirarsi a strumenti urbanistici adottati in altri contesti, perché, come le piace spiegare, ogni luogo ha una sua identità che va perpetuata nel tempo e nello spazio rifuggendo da pur suggestivi accostamenti. Con questi acuti il pensiero di Angela Barbanente, assessora regionale alla Qualità del territorio, penetra nella dialettica apertasi in città sulle previsioni urbanistiche abbozzate nel Documento programmatico preliminare (Dpp) che precede la stesura del Pug. Assessora Barbanente, a Lecce si discute, non senza qualche frizione, sull'assetto da dare alla città tramite il Piano urbanistico generale che dovrà poi passare al vaglio della Regione, ma c'è qualcuno che invita a passare rapidamente dalle parole ai fatti. «Il confronto è importante, ogni cittadino deve avere la possibilità di dire la sua sul Pug che va discusso in un percorso fortemente partecipativo». Gli imprenditori edili chiedono che le norme urbanistiche vengano riscritte affinché i nuovi edifici possano svilupparsi in altezza. «Rispondo con una domanda. E' pensabile che a Lecce, città del Barocco, ricca di testimonianze storiche e artistiche, si possano costruire grattacieli?». Nel corso di un dibattito sul Pug, tenutosi giorni fa nella sede provinciale dell'Ordine degli architetti, è emersa qualche nota polemica. Il Dpp starebbe tradendo alcune importanti aspettative soprattutto riguardo agli obiettivi, secondo alcuni, talmente teorici e fumosi da risultare non concretamente declinabili sulla città. «Gli architetti fanno bene ad avanzare le loro perplessità. Non conosco il lavoro che è stato fatto finora a Lecce, ma se vi sono degli argomenti che, secondo gli architetti, devono essere approfonditi, per esempio sul versante della mobilità, sul consumo del suolo, sulle volumetrie, è bene che ciò si faccia». Il presidente dell'Ordine provinciale degli ingegneri, Daniele De Fabrizio, propone un sistema di premialità che consenta di abbattere le brutture e costruire al loro posto edifici più belli, con cubature non superiori del 30 per cento. «Mi sembra un ragionamento condivisibile. L'idea di riqualificare l'esistente è l'asse portante che deve animare il Piano urbanistico generale». Ma c'è il rischio che il Pug sia rimanga solo un libro dei sogni? «Effettivamente molti Piani sono stati creati in modo astratto, contengono idee studiate a tavolino che prescindono dai reali bisogni, oppure non vengono tenute in debita considerazione le risorse del territorio. Ci sono però gli indirizzi regionali delineati alla luce di cronici difetti della pianificazione urbanistica comunale che hanno indotto i progettisti locali a redigere strumenti urbanistici strettamente legati alla conoscenza dei contesti». L'architetto Mosè Ricci, consulente scientifico del Comune con l'incarico di pensare il Pug, ha fatto riferimento ai modelli di sviluppo urbanistico di Barcellona e Monaco Baviera. «Io personalmente non sono affezionata all'importazione di schemi adottati altrove. Ogni città ha le proprie caratteristiche e occorrerebbe studiare modelli di sviluppo specifici, pensati per ogni singola realtà». Ricci insegna all'Università di Genova. Ha fatto bene il Comune a chiedere il supporto di un urbanista che non vive sul territorio leccese? «Secondo me il punto di vista di qualcuno che viene da lontano è senza dubbio positivo, purché si lavori a stretto contatto con professionalità locali che ben conoscono il contesto. Spesso noi non ci accorgiamo della bellezza dei nostri centri storici fino a quando qualche forestiero non ci scuote rendendoci nuovamente consapevoli. Non è una colpa, ma un fatto abbastanza normale assuefarsi, in un certo senso, alle cose che ci circondano, semplicemente perché viviamo a stretto contatto con esse. Ben venga chi ci ricorda che sono meravigliose».
Barbanente: I grattacieli? Mai a Lecce, c'è il Barocco
L'assessora regionale Angela Barbanente ha espresso le sue preoccupazioni riguardo al Documento programmatico preliminare (Dpp) per il Piano urbanistico generale (Pug) di Lecce, che prevede la costruzione di grattacieli. Barbanente sostiene che ogni città ha una sua identità che deve essere rispettata e che non è pensabile costruire grattacieli a Lecce, città del Barocco e ricca di testimonianze storiche e artistiche. Gli imprenditori edili chiedono che le norme urbanistiche vengano riscritte per consentire la costruzione di edifici più alti. L'Ordine degli architetti ha espresso perplessità sul Dpp, che considerano troppo teorici e non concretamente declinabili sulla città.
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