MASSA LUBRENSE. Via libera al finanziamento di 400mila euro per l'acquisizione e l'avvio del piano di restauro del sito archeologico di Punta Campanella, nel Comune di Massa Lubrense. Il provvedimento rientra nel programma di tutela del patrimonio di rilevarli e interesse storico e artistico della Regione Campania, varato dall'assessorato ai Beni culturali. Il finanziamento per Punta Campanella è ripartito nei fondi di 280mila euro per l'acquisto dell'area, attualmente di proprietà del ministero della Difesa e pari a una estensione di 1.444 mq, e di 120mila per l'attuazione del piano di messa in sicurezza della zona, con il restauro dell'antica pavimentazione in pietra del tratto terminale di via Minervia. Su quest'ultimo aspetto sarà il Comune di Massa Lubrense a curare il relativo progetto, che rappresenta anche il punto di partenza per l'istituzione del parco archeologico di Punta della Campanella. II sito, infatti, si estende in una zona particolarmente interessante, sia dal punto di vista naturalistico archeologico, alla estremità di Punta Campanella, attiguo alla torre di avvistamento, che ospitava l'antico tempio di Minerva. Alle innumerevoli testimonianze archeologiche catalogate negli anni, nel 2004 nel corso dei lavori per un elettrodotto, si sono aggiunte altre scoperte con tracce dell'acquedotto romano che portava acqua al tempio di Minerva e vari tratti dell'antica via Minervia, l'odierna via della Campanella, che dal centro di Termini porta fino allo sperone roccioso che si affaccia sui Faraglioni di Capri. Estremo sito dell'Athenayon dei primi coloni greci e poi Promontorio Ateneo di Minerva per i romani, Punta Campanella custodisce un patrimonio archeologico di inestimabile valore. Con queste premesse, quando il governo Prodi, nell'ambito della legge finanziaria del '96, decise di vendere l'area di proprietà del ministero della Difesa di Punta Campanella, insieme con decine di altri immobili demaniali e di zone militari, si levò una autentica crociata. Una battaglia, lunga e complessa, ricorso dell' amministrazione comunale di Massa Lubrense, con Alfonso Gargiulo e Antonio Mosca (all'epoca sindaco e vice sindaco), prima di un decisivo intervento dell'ex ministro per i Beni e le attività culturali, Giovanna Melandri, che assunse per Punta Campanella una difesa particolare, tanto da meritare l'assegnazione del Premio Sorrento nel mondo del 1999. Punta Campanella è la settima zona per la quali l'assessorato ai Beni culturali della Regione ha avviato le procedure per l'acquisizione al patrimonio pubblico, insieme con i siti archeologici dell'età del bronzo antico nella località Croce a Noia e nell'ambito del complesso collinare di Montesano, la Vigna e la Starza nel Comune di San Paolo Belsito, il complesso del Parco Archeologico di Pausyllipon a Napoli, lo stadio di Antonino Pio a Pozzuoli, gli isolotti de Li Galli a Positano e parte del complesso monumentale di Santa Caterina a Formiello a Napoli. «L'azione di valorizzazione - ha dichiarato l'assessore regionale ai Beni culturali, Marco Di Lello - è finalizzata al recupero di aree come Punta Campanella, un territorio da tutelare e da sottrarre a qualsiasi azione speculativa. L'acquisizione di questa area è un passo importante verso la costituzione di un nuovo parco in Campania, situato in un contesto paesaggistico di straordinaria rilevanza. Sarebbe contraddittorio non tenere conto della peculiarità della zona, visitata ogni anno da migliaia di turisti».
La Regione acquista Punta Campanella. Nascerà un parco archeologico
Il Comune di Massa Lubrense ha ottenuto via libera per l'acquisizione e il restauro del sito archeologico di Punta Campanella, nel Comune di Massa Lubrense, con un finanziamento di 400mila euro. Il sito, che custodisce un patrimonio archeologico di inestimabile valore, è stato oggetto di una lunga e complessa battaglia per la sua tutela. L'acquisizione è parte del programma di tutela del patrimonio di rilevarli e interesse storico e artistico della Regione Campania. Il Comune di Massa Lubrense sarà responsabile del progetto di restauro, che include la messa in sicurezza della zona e il restauro dell'antica pavimentazione in pietra.
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