9 febbraio 2013 MontanariTomaso Montanari, primo firmatario di Ripartire dalla cultura, ci richiama al senso profondo dell'appello: «Tagliare il deficit riducendo gli investimenti nell'innovazione e nell'istruzione è come alleggerire un aereo troppo carico togliendo il motore». Lo ha detto Barack Obama, e forse anche in Italia sarebbe ora di tenerne conto: anche dal punto di vista strettamente economico investire in cultura 'paga'. Ma il contesto e la storia italiana recente mostrano come il pericolo principale di questa stagione è la debolezza dello Stato e la voracità con cui i privati declinano la valorizzazione (leggi monetizzazione) del patrimonio. La risposta vera a quanti affermano che la 'cultura non si mangia' è, innanzitutto, che «non di solo pane vive l'uomo»: la nostra civiltà non si è mai basata solo su un discorso strettamente economico, e la cultura è una delle pochissime possibilità di orientare le nostre vite fuori del dominio del mercato e del denaro. Il punto non è 'niente cultura, niente sviluppo', ma: lo sviluppo non ci servirà a nulla, se non rimaniamo esseri umani. Perché e a questo che serve la cultura. Uno dei massimi storici dell'arte del Novecento, Ernst Gombrich, ha scritto: «Se crediamo in un'istruzione per l'umanità, allora dobbiamo rivedere le nostre priorità e occuparci di quei giovani che, oltre a giovarsene personalmente, possono far progredire le discipline umanistiche e le scienze, le quali dovranno vivere più a lungo di noi se vogliamo che la nostra civiltà si tramandi. Sarebbe pura follia dare per scontata una cosa simile. Si sa che le civiltà muoiono. Coloro che tengono i cordoni della borsa amano ripetere che 'chi paga il pifferaio sceglie la musica'. Non dimentichiamo che in una società tutta volta alla tecnica non c'è posto per i pifferai, e che quando chiederanno musica si scontreranno con un silenzio ottuso. E se i pifferai spariscono, può darsi che non li risentiremo mai più».
Montanari: "La cultura è il fondamento dell'umanità"
Il primo firmatario di Ripartire dalla cultura, Tomaso Montanari, ha sottolineato l'importanza di investire in cultura per ridurre il deficit. Secondo Montanari, tagliare gli investimenti nell'istruzione e nell'innovazione è come alleggerire un aereo troppo carico togliendo il motore. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha espresso un'opinione simile. Montanari ha anche sottolineato che la cultura è una delle pochissime possibilità di orientare le nostre vite fuori dal dominio del mercato e del denaro.
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