Potrebbe trattarsi dell'ingresso di Porta a Lucca. Si tratta di un altro degli interventi del Piuss, il cui termine è previsto per giugno I locali saranno utilizzati per eventi culturali PISA Entro giugno saranno restituiti alla città gli ampi locali interni del Bastione Sangallo, dentro il Giardino Scotto. Gli interventi di restauro hanno anche permesso di riportare alla luce un antico portone e due affreschi. In particolare, si tratta di un portone risalente al XVI secolo, epoca in cui i fiorentini costruirono a scopo difensivo la grande fortificazione, chiamata al tempo Cittadella Nuova. Gli esperti ritengono possa trattarsi di quello di Porta a Lucca, zona in cui potrebbe tornare a seguito dei lavori alle mura urbane. Meno certezze invece riguardo ai due affreschi, sui quali sono in corso verifiche da parte della Sovrintendenza. Oltre all'interesse monumentale, la riapertura dei locali interni costituisce un ampliamento significativo degli spazi destinati al tempo libero, a manifestazioni ed eventi culturali. «Si tratta di uno degli interventi Piuss più sentiti - ha sottolineato il sindaco Marco Filippeschi grazie al quale recuperiamo, illuminiamo, mettiamo in sicurezza spazi enormi in un punto nevralgico della città, tra la Stazione Leopolda e il Palazzo dei Congressi». La seconda fase dei lavori, in atto, prevede un restauro degli interni riutilizzando i vecchi materiali, con l'intento di mantenere gli ambienti il più possibile vicini allo stato originale. Sono in corso il montaggio di torrette illuminanti e l'installazione di un impianto di climatizzazione che renda vivibili gli umidi sotterranei. L'idea è quella di realizzare un punto di ristoro nella parte baricentrica del giardino, un chiosco chiuso in ghisa in stile "fin siècle", che possa essere utilizzato durante tutto l'anno. «I lavori sono a buon punto - dice l'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli nonostante qualche rallentamento dovuto all'alta piovosità degli ultimi mesi». L'importo complessivo del progetto ammonta a più di un milione e seicentomila euro, di cui 979.930,00 per questa seconda fase, con un 60 stanziato dai fondi europei e un 40 dalla Fondazione Pisa.