Abbiamo seguito le prove del rivoluzionario robot "Tifone" nelle acque del bacino di Roffia SAN MINIATO Ci sono voluti alcuni minuti, ieri mattina sulle sponde del lago di Roffia nel comune di San Miniato, per accertarsi di non essere capitati all'improvviso sul set del remake del film "007 Thunderball - Operazione Tuono", particolarmente famoso per le numerose scene sott'acqua che vedono protagonista il mitico James Bond. Insieme ad alcuni sommozzatori e ad una moto d'acqua che calcava in lungo e in largo la cresta, alquanto agitata dal vento, del bacino, ecco spuntare in superficie un piccolo sommergibile, un siluro lungo 3,70 metri per un peso di circa 170 chilogrammi, completamente computerizzato, autonomo in tutto e per tutto. Si chiama "Tifone" e si tratta di un macchinario assolutamente rivoluzionario, in grado di rilevare, documentare, censire e monitorare siti archeologici sottomarini, relitti e reperti isolati fino addirittura a trecento metri di profondità sotto il mare. È il prodotto dell'ingegno e delle competenze dei dipartimenti di ingegneria industriale e di ingegneria dell'informazione dell'Università di Firenze, con cui hanno collaborato Università di Pisa e Scuola Normale Superiore nell'ambito del progetto "Thesaurus" finanziato dalla Regione Toscana con un milione e 800mila euro. Per le prove generali di funzionamento e la prima fase della sperimentazione, i tecnici universitari hanno scelto appunto il bacino di Roffia, messo volentieri a disposizione dall'amministrazione comunale di San Miniato e dalle associazioni sportive di canoa e canottaggio. «Questo che vediamo qui in azione ci spiega il professor Benedetto Allotta dell'Università di Firenze è il primo di una serie di tre robot, che potranno lavorare "in sciame" fino ad una profondità di 300 metri, grazie ad un sistema di comunicazione acustico, in funzione sott'acqua, e ad un collegamento radio, in funzione in superficie. Il macchinario è dotato di vari sensori e sonar laterali e, in caso di necessità, diventano operative anche le telecamere. Con questo tipo di apparecchiatura continua il professor Allotta possiamo andare alla ricerca di qualunque cosa, dal classico relitto fino ad un'ancora oppure una semplice anfora. Ad esempio, dalla Sicilia siamo stati contattati dalla Sovrintendenza del Mare, in queste settimane impegnata nella ricerca dei rostri risalenti alla battaglia delle Egadi del 241 avanti Cristo». Da non escludere un impiego di questa particolare tipologia di robot negli interventi di protezione civile. «Questo che proviamo a Roffia chiarisce il professor Allotta è un po' troppo peso e ingombrante. Abbiamo un altro tipo di robot, un piccolo veicolo teleoperato, che ci consentirà di collaborare anche nelle situazioni d'emergenza. Mi vengono in mente, ad esempio, le ispezioni a bordo della Costa Concordia oppure le ricerche di eventuali dispersi in mare». "Tifone" è al termine della sua settimana di battesimo dell'acqua nel bacino di Roffia. Tra pochi giorni, si sposterà all'isola d'Elba, dove troverà il nucleo subacqueo della Sovrintendenza ai Beni Archeologici con cui metterà a punto l'assetto definitivo. «Comunque conclude l'ingegnere dopo queste prove siamo già a buon punto. Siamo soddisfatti, è andato davvero tutto bene. Questo bacino si presta bene a questa sperimentazione e dopo Pasqua probabilmente torneremo». Soddisfatto delle sue parole il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, presente alle prove: «Si tratta di un salto di qualità per il bacino di Roffia, non solo inteso come cassa d'espansione per mettere in sicurezza il territorio. Mi auguro che questo progetto si possa prolungare in futuro e che, con l'aiuto della Regione, la palazzina di Italia '90, ancora da completare, possa essere destinata ad ospitare un piccolo centro di ricerca dell'Università».