Idea. Penso a un concorso per una statua da dedicare a Montanelli «Chi me l'ha fatto fare? Mia mamma mi diceva sempre: "Vai da chi ti vuole bene"». Sorride, Stefano Zecchi. L'insegnamento materno l'ha portato ad accettare l'offerta di Gabriele Albertini. Zecchi, evidentemente, si sente ben voluto dal sindaco. Tanto da affiancarlo nel ruolo di assessore alla Cultura del Comune. Il primo cittadino cercava un sostituto del dimissionario Salvatore Carrubba. L'ha trovato nel filosofo, docente di Estetica dell'Università Statale, presidente dell'Accademia di Brera, giornalista e opinionista televisivo. Ieri mattina Zecchi è entrato per la prima volta da assessore a Palazzo Marino, dopo il conferimento dell'incarico. E ha partecipato alla seduta di Giunta. Assente, perché a Strasburgo per i lavori del Parlamento europeo, il sindaco. A fare gli onori di casa tra neo-assessore e cronisti ci ha pensato il vicesindaco Riccardo De Corato. Professor Zecchi, come ci si sente nei panni di assessore? «Ho accettato molto volentieri l'offerta del sindaco. Ma, per un minimo di onestà intellettuale, deve dire che in questi ultimi mesi di mandato elettorale non potrò che continuare il lungo lavoro, otto anni, già portato avanti da Carrubba». Com'è andata la sua prima seduta di Giunta? «Ho visto una vera armonia tra i vari assessori. Tutt'altro clima rispetto al Consiglio comunale di Venezia, dove sono stato consigliere. Beh, in quella sede la litigiosità era a volte sconcertante». Ora come assessore dovrà affrontare temi caldi. Scala in primis. Che idea si è fatto del caso? «Quando ho fatto il consigliere di amministrazione del Piccolo Teatro mi sono convinto di una cosa: bisogna tenere distanti gli artisti dagli amministratori. Anche per la Scala ci troviamo di fronte a uri problema di questa natura. Io conosco bene Carlo Fontana (l'ex sovrintendente del Piermarini, ndr). Mi auguro che la sua grande esperienza possa essere rimessa a disposizione di Milano. Ma penso che anche Mauro Meli (il neosovrintente, ndr) porterà avanti il prestigio della Scala». Ha già in mente qualche nuovo progetto da realizzare da qui al 2006? «Dipende dalla risorse a disposizione dell'assessorato. Venerdì mi vedrò con Carrubba per avere un quadro generale della situazione. I progetti già finanziati cercherò di portarli a conclusione. Considero importante la realizzazione del Museo del Novecento. E mi piacerebbe fare un concorso aperto ai giovani scultori, anche a quelli dell'Accademia di Brera, per la realizzazione di una statua di Indro Montanelli all'interno dei giardini a lui dedicati. Attenzione, però. Non voglio nessuna statua kitsch». A proposito dell'Accademia di Brera, di cui è presidente. Ora dedicherà meno tempo a questo incarico? «Ne parlerò con il direttore. Da un punto di vista normativo non c'è nessuna incompatibilità. Se è possibile vorrei mantenere la presidenza. Che, per inciso, mi frutta solo 16 euro all'anno. Tengo molto al progetto dell'allargamento di Brera alla Bovisa. Considero Brera uno dei tre fondamentali riferimenti per la cultura milanese, insieme a Scala e Piccolo Teatro». E la cattedra universitaria alla Statale? «L'insegnamento è l'attività che preferisco. Potrei già andare in pensione. Ma non ci vado». Lei è anche un richiesto opinionista televisivo: da assessore rinuncerà a qualche invito? «In tv ci vado come ospite. Senza guadagnare un euro. Se mi invitano e non avrò altri impegni, ci andrò».
Parla il nuovo assessore comunale alla Cultura scelto dal sindaco Albertini. Zecchi: Primo problema la Scala. Voglio un grande Museo del '900
Stefano Zecchi, filosofo e docente di Estetica dell'Università Statale, è stato nominato assessore alla Cultura del Comune di Milano. Ha accettato l'incarico dopo aver parlato con il sindaco Gabriele Albertini. Zecchi ha partecipato alla prima seduta di Giunta e ha espresso la sua volontà di continuare il lavoro già iniziato da Salvatore Carrubba. Ha anche espresso la sua intenzione di affrontare temi caldi, come la Scala, e di mantenere la presidenza dell'Accademia di Brera. Il nuovo assessore ha anche parlato di un concorso per una statua da dedicare a Indro Montanelli. Ha anche espresso la sua volontà di continuare a lavorare come opinionista televisivo.
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