Il collezionista vuol regalare un capolavoro al Comune, ma in 8 mesi nessun passaggio di proprietà GROSSETO Quel capolavoro che supponevamo già donato dal collezionista al Comune di Grosseto... In realtà sono passati 8 mesi e l'ente pubblico non ha ancora formalizzato l'acquisizione: il passaggio di proprietà non c'è stato. Il quadro "donato" resta ancora al donatore. Per il sindaco «sono i tempi della burocrazia»; per altri è invece l'ennesimo caso scoppiato in seno alla collezione Luzzetti, il patrimonio d'arte destinato post mortem a Grosseto e rimpallato per più di dieci anni - tra un tiro e molla e l'altro, tra un'amministrazione e l'altra - fino ai tempi nostri. Ora che il percorso della collezione parrebbe segnato, seppur con grandi ritardi (il Comune cerca fondi per ristrutturare l'ex convento delle Clarisse e destinarlo a pinacoteca, anche se è impossibile capire se e quanti ne arriveranno) scoppia un altra questione, appunto. Quella del "Cigoli". Risale tutto a maggio scorso, quando a Grosseto viene organizzata l'ultima mostra di Gianfranco Luzzetti, "Bellezza e religiosità in Ludovico Cardi detto il Cigoli": è stata messa a punto da Luzzetti stesso e finanziata dal Comune negli spazi espositivi del Museo archeologico e d'arte della Maremma. E appena poco prima già scatta un annuncio ufficiale preventivo, destinato a creare una giusta attenzione su un impegno comunale che lo stesso mecenate riconosce e vuol ricompensare. Costui ha deciso di regalare ai cittadini un'altra opera. E non post mortem, ma subito. «L'esposizione - scrive infatti il Comune all'epoca - si aprirà il prossimo sabato 12 maggio alle 18 con la presentazione della bellissima pala d'altare di Ludovico Cardi detto il Cigoli (1559-1613), raffigurante la Pietà e che per l'occasione viene donata alla città di Grosseto». Si dice donata, anche se in realtà non è che un'intenzione cui dovrà seguire l'atto notarile. Intanto si apre l'evento, la città partecipa in massa e ammira l'opera, che già appunto si presume "regalata" dal collezionista, ma passano i mesi e non è così: l'atto notarile difatti non c'è stato, il passaggio di proprietà da Gianfranco Luzzetti al Comune mai formalizzato. Il capolavoro seicentesco - assicurato all'epoca per 200mila euro - è ancora di Luzzetti, pur essendo da mesi nel museo archeologico. Cosa succede? «Per il quadro di Gianfranco Luzzetti, che non smetteremo mai di ringraziare per la generosità e pazienza d- dice il sindaco, Emilio Bonifazi - noi abbiamo regolarmente avviato il tutto a ottobre scorso, una volta finita la mostra. Abbiamo iniziato la procedura secondo l'iter e contatto il notaio, alle cui spese tra l'altro penserà il Comune. In tutta questa pratica serve però il parere della Soprintendenza (quella ai beni storici, artistici e etnoantropoligici, ndr), che deve appurare la presenza di eventuali notifiche sul quadro in questione, ai sensi del decreto legge 42 del 2004». Ovvero se l'opera sia riconosciuta come bene di interesse storico-artistico, perché in quel caso servono tutele particolari. «La Soprintendenza ha tutto in mano, aspettiamo risposte. I tempi sono quelli tecnici della burocrazia, sia loro che dei nostri uffici».
GROSSETO - Luzzetti, scoppia il caso Cigoli
Il Comune di Grosseto non ha ancora formalizzato l'acquisizione di un capolavoro di Gianfranco Luzzetti, il patrimonio d'arte destinato post mortem alla città. Il quadro, raffigurante la Pietà, è stato esposto nel 2022 e il sindaco ha affermato di aver iniziato la procedura per l'acquisizione, ma non è stato ancora formalizzato. La Soprintendenza deve appurare se ci sono notifiche sul quadro, ai sensi del decreto legge 42 del 2004. Il quadro è ancora di proprietà del donatore, Gianfranco Luzzetti, e il Comune cerca fondi per ristrutturare l'ex convento delle Clarisse e destinarlo a pinacoteca.
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