Le proposte di Pamela Villoresi, capolista al Senato per il Centro Democratico Per i candidati Pd confronto sulla green economy alla Cellini Gtc La lettera aperta che la Cellini GTC ha indirizzato, appena una settimana fa, ai candidati toscani al Parlamento ha prodotto un primo risultato concreto. Ieri pomeriggio i soci della Cooperativa, che conta 110 dipendenti con un'età media di 35 anni, hanno incontrato nella loro sede di via Guinizzelli i candidati Pd nelle liste di Camera e Senato, Matteo Biffoni e Ilaria Santi, insieme con il segretario provinciale Ilaria Bugetti.Un confronto sul tema della green economy che si è concentrato su due questioni sostanziali: la necessità per chi governa di recepire le istanze del territorio, e quella, decisiva, di intervenire con politiche a supporto delle aziende, dai costi dell'energia al sostegno per chi vuole investire sui mercati esteri. di Miriam Monteleone wPRATO Obiettivi culturali sul palcoscenico come in Parlamento. La missione dell'attrice pratese Pamela Villoresi- candidata al Senato con il Centro Democratico ( Lista Tabacci), nelle prossime consultazioni elettorali- anche nelle vesti di politica, non sembra cambiata. La candidata, che da lunedì inizierà ufficialmente la sua campagna elettorale in Toscana, mette la cultura e il turismo al centro del suo programma come risorsa del Paese, puntando il dito anche sulla cattiva tutela del patrimonio ambientale. Dopo Pistoia, Grosseto, Livorno e Roma, Pamela sarà a Prato il 18 e il 22 febbraio per concludere la campagna elettorale. Cultura, ambiente e patrimonio artistico. Sono questi i principali punti del suo programma? «In linea di massima sì. Il nostro è un patrimonio ambientale, archeologico e artistico unico al mondo: una risorsa certa e a portata di mano. Non possiamo più permetterci di ignorare la cultura, abbiamo una miniera d'oro, che non sfruttiamo e su cui non investiamo abbastanza. Basti pensare a quanto poco incide la cultura sul nostro Pil. Altro punto importante su cui intendo insistere è la tutela del nostro patrimonio ambientale, che abbiamo preso in prestito dai nostri figli e che dovremo restituirgli. Ecco perché ho messo questi tre punti nel mio programma». Com'è che ha deciso di candidarsi? «Battaglie sociali e per la cultura con il mio lavoro ne ho combattute tante. Battaglie per le donne, per i bambini, per i diritti civili e per l'integrazione. Nello specifico è stata l'assessore regionale Cristina Scaletti a propormi di candidarmi al Senato e di mettermi in gioco ed io ho accolto l'invito perché credo che il paese possa risollevarsi grazie alla cultura. In più, come molti italiani, sono esasperata e confusa dalla deriva etica del nostro Paese, dalla mancanza di "regole uguali per tutti" e di attenzione, a cui ogni cittadino ha diritto da parte delle amministrazioni pubbliche. Ci vuole un cambiamento insomma». Se vince, come pensa di conciliare il suo lavoro di attrice con gli impegni parlamentari? « Di sicuro se andrò al Senato dovrò ridimensionare i miei impegni teatrali, ma la cosa non mi spaventa. Sono pronta a farlo. Dopo 41 anni di carriera sul palcoscenico sento questa urgenza, mi è capitata questa occasione e voglio coglierla. Forse per qualcuno ho tutto da perdere, ma non m'importa. Come diceva il grande Mario Luzi "Sono cose che capitano ad insistere a sopravvivere"».