«Più che un porto al servizio del paese, è un paese al servizio di un porto». Legambiente definisce così il porto di Marciana Marina nel corpo delle osservazioni presentate alla variante al piano strutturale. Il Cigno verde boccia il porto marinese che sta proseguendo gradualmente il suo iter verso l'approvazione. «Questo porto può essere definito come si vuole, tranne che verde e leggero scrive Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente Isole minori ma che si caratterizza per un'evidente congestione dell'area portuale e che fa temere uno snaturamento e una privatizzazione di un bene comune della comunità locale. L'intesa preliminare sull'accordo di pianificazione per la variante al piano strutturale per la riqualificazione del porto turistico del Comune di Marciana Marina si inserisce in un quadro urbanistico che è eufemistico definire confuso e il rischio di una "sanatoria" di procedimenti che appaiono in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti appare evidente». Tra i rilievi mossi all'amministrazione comunale Legambiente punta l'attenzione sulla mancanza, secondo l'associazione, di un adeguato percorso partecipativo. «Legambiente è stata sentita una sola volta dicono dall'associazione durante l'iniziativa "Il Porto in Piazza", in un tavolo nel quale erano presenti decine di soggetti e di fronte a 4 ipotesi progettuali confuse. Quindi, non solo non è stato possibile discutere di una concreta ipotesi progettuale, ma la partecipazione si è limitata ad un intervento di pochi minuti a testa delle diverse associazioni e portatori di interessi che hanno praticamente espresso tutti perplessità» . Altri rilievi, di natura ambientale e tecnica, riguardano i possibili danni che la realizzazione del molo sopraflutto comporterebbe alle praterie di posidonia, il rischio di erosione causata dalla realizzazione di nuove strutture portuali che «acuirebbe spiegano dall'associazione i macroscopici effetti "mulinello" e sedimentazione-accumulo presenti e sempre più visibili al Molo del Pesce e al Molo a massi sciolti». Legambiente punta l'attenzione anche sulla balneabilità. «Il tratto di spiaggia sarebbe compreso tra due moli, in piena area portuale dicono dall'associazione violando così ogni normativa esistente e ogni limite di distanza dalle aree portuali. Legambiente chiede invece di utilizzare lo specchio d'acqua tra il nuovo molo davanti a via Murzi e il vecchio molo del pesce per alleggerire la pressione e la congestione sull'area portuale con campi boe o altre strutture destinate alla piccola e media nautica che potrebbero tranquillamente ospitare gran parte degli 81 posti barca in più previsti. La costruzione di nuovi moli, il consolidamento del molo a massi e i nuovi pontili avranno comunque un evidente impatto paesaggistico».
PORTOFERRAIO - Variante del porto, la bocciatura di Legambiente
Il porto di Marciana Marina è stato definito come un paese al servizio di un porto, secondo Legambiente. Il porto è in via di approvazione e potrebbe essere definito come si vuole, tranne che "verde e leggero". L'intesa preliminare sull'accordo di pianificazione per la riqualificazione del porto turistico del Comune di Marciana Marina si inserisce in un quadro urbanistico confuso. Legambiente ha sollevato diverse preoccupazioni, tra cui la mancanza di un adeguato percorso partecipativo, i possibili danni ambientali e tecnici, e la violazione delle normative sulla balneabilità.
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