Cerca il genio, Franco Zeffirelli. Quella «luce», quella «scintilla creativa» che possa riaccendere il suo fuoco. Ha un'eredità enorme da lasciare, e la lascerà a Firenze, alla Galleria Carnielo in piazza Savonarola dove sorgerà la sua scuola-museo. Ma ora, alla soglia dei 90 anni, si guarda intorno e non vede chi possa raccogliere il suo testimone. «Vedo nero dice il maestro Guardo al mondo della cultura in Italia e lo vedo rovesciato. Troppi trucchi e compromessi. E anche i miei collaboratori migliori, bravi, adorabili persone, sono ancora lontani dall'esprimere genio creativo». Si sente assalito da «onde di sdegno e noia per le stupidaggini che oggi si contrabbandano per arte, quando invece è solo consumo. Nemmeno un film che possa considerare un'opera d'arte da molto tempo. E la musica, il teatro, ci stanno facendo dimenticare la loro meraviglia. Anche il Maggio, che tanto ho amato, è ormai diventato una fabbrica di brutti sogni». E si domanda dunque a chi, e per chi, lasciare la sua eredità. Novant'anni, li compirà martedì prossimo. E la Rai ha intenzione di festeggiarlo con uno speciale su Educational: Res: Franco Zeffirelli, appunti di una vita straordinaria di Giorgio Serafini Prosperi con la regia di Pino Galeotti, che andrà in onda alle 23 su Rai Storia (Digitale terrestre e TivùSat). Novant'anni e ancora tanto da fare: «Sto concentrando tutte le mie energie sulla scuola-museo. È la mia priorità e la mia speranza». Maestro, la sua speranza? «Che Firenze prenda a cuore il mio archivio. Non tanto per me quanto per ciò che lascio come guida per gli artisti futuri. Sogno una nuova vendemmia di frutti belli, dolci e forti». Le piace la Galleria? «È elegante, tutta liberty, e nel cuore di Firenze: non potrebbe essere meglio». A che punto siamo con l'allestimento del museo? «Ancora in fase di progettazione, le note dolenti verranno quando in Comune vedranno quanta roba da sistemare gli porto dovranno farne due o tre di musei». Ha 90 candeline da spegnere. Quale desiderio esprimerà? «Un ringraziamento, più che un desiderio: ringrazio Dio e la sorte che mi hanno permesso di vivere 90 anni straordinari. Ho avuto un'infanzia profondamente infelice ma il destino ha voluto rimediare ripagandomi in modo persino eccessivo. A volte penso che la mia vita somigli a un romanzo, ricco di personaggi, eventi, guerra e pace, grandi amori...» E se lo fosse davvero, chi ne sarebbe l'autore? «Palazzeschi. Con l'aiuto di un cronista appassionato». Qual è stato il suo compleanno più bello? «Quello della pace, nel 1945, quando ho ritrovato il piacere di vivere dopo gli anni oscuri». Il ricordo più bello di questi 90 anni? «Norma con Maria Callas all'Opera di Parigi nel '64». E il più bello legato a Firenze? «Aver aiutato a salvare i nostri tesori dall'Alluvione, sentendo che quel sentimento era condiviso con il mondo». A Palazzo Vecchio stanno aspettando che lei venga a ritirare il suo Fiorino d'oro. «Verrò a prendere quell'aggeggio quando capita. In fondo non mi pare un Oscar di gran peso». A proposito di Oscar, ma davvero non c'è nessun regista che le piaccia nel cinema italiano di oggi? «Sorrentino è bravo ma 50 anni fa non avrebbe raccolto neanche uno spettatore». Benigni? «No, per carità, è un pagliaccio simpatico, molto efficace e intelligente, ma l'arte è un'altra cosa». Come trova Firenze oggi? «Statica, chiusa, troppo burocratica. Con quei mostri del nuovo teatro e del tribunale. Male, la trovo messa male. Eppure Renzi mi piace: è un ragazzo di buone idee e buon carattere, solare, pulito. Ma non so se in un mondo di corrotti queste caratteristiche lo aiuteranno». Stasera si gioca Juve-Fiorentina. Da tifoso, è in fermento? «Vedere la maglia viola in campo mi dà sempre grandi spasmi di amore, gioia e rabbia. Certo, non è paragonabile alle sfide di 30 anni fa quando anch'io andavo a sbraitare e prendere cazzotti. La squadra di Montella mi piace, anche se ultimamente ha preso troppe labbrate. Confido in Jovetic, mi piace il suo essere spiritoso, orgoglioso e positivo oltre che un campione. Ma l'ipotesi di vincere stasera non me la sogno neppure...» Tra due settimane si vota. Che idea si è fatto del dibattito politico? «Che Berlusconi, nella sua veste di mercante, somigli molto agli antichi fiorentini che tenevano gli zecchini d'oro nascosti nel baule in cantina. Ma che poi, quando c'era da costruire la cupola del Brunelleschi, sapevano tirarli fuori dal baule».
Firenze. Zeffirelli e la festa dei 90 anni: Il progetto che ora mi sta a cuore? L'archivio da lasciare alla città
Franco Zeffirelli, regista e sceneggiatore italiano, ha 90 anni e si chiede chi possa raccogliere il suo testimone. Ha un'eredità enorme da lasciare, ma si sente insoddisfatto per la mancanza di genio creativo nella cultura italiana contemporanea. Ha deciso di concentrarsi sulla creazione di una scuola-museo a Firenze, dove potrà conservare il suo archivio e guidare gli artisti futuri. La sua speranza è che Firenze prenda a cuore il suo archivio e che ci sia una nuova generazione di artisti che possa creare qualcosa di bello e forte.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo