VENEZIA Senza la grande terrazza sul tetto, senza il pontile acqueo e con le scale mobili unidirezionali il disegno è più accettabile, ma restano diversi punti da chiarire, dice la Municipalità di Venezia sul nuovo progetto del Fontego firmato Rem Koolhaas. C'è il permesso di alzare il lucernaio centrale di 160 centimetri, in deroga agli strumenti urbanistici. «Perché diamo loro il permesso in deroga a costruire e non lo diamo ai comuni cittadini?», si domanda il presidente Erminio Viero, tanto che la Municipalità ha chiesto l'apertura di un tavolo con l'ufficio urbanistica allo scopo di dar vita a percorsi facilitati per i privati che chiedono piccole modifiche per la propria casa. Il secondo punto giudicato «fumoso» riguarda i tempi di uso degli spazi pubblici. «Sull'accordo si legge che il Comune può usare il cortile per almeno dieci giorni l'anno, ma cosa vuol dire? Che devono essere più di dieci? Meno?» si interroga Viero, chiedendo una puntualizzazione sui termini. Secondo il vicepresidente Giorgio Tommasi va chiarita anche la questione degli ascensori per i disabili («Evitiamo di trovarci a cose fatte con questo problema da risolvere») ed è prioritario salvaguardare l'entrata cinquecentesca con i leoni che portano ancora la firma della Serenissima. «Non possiamo dire no a un progetto che rivitalizza il centro storico», conclude.