Al Comune il 51 della superficie. Un ponte per collegare le diverse aree (ma servono due milioni). Intesa con la Marina per il bacino VENEZIA Quasi 260 mila metri quadrati di tese, magazzini e galeazze: poco più del 50 per cento di tutto l'Arsenale. Il Comune finalmente è diventato proprietario, adesso però bisogna «riempirlo» con nuove attività, possibilmente redditizie dal punto di vista economico. La prima ad insediarsi, nel 1997, fu Thetis che collocò uffici e laboratori. Oggi in lizza, ci sarebbe il Corila, l'associazione che unisce le università Ca' Foscari, Iuav, ateneo di Padova, Cnr e Istituto nazionale di oceanografia e geofisica negli studi sulla laguna e con uffici a palazzo Franchetti. Ci sono da sviluppare i progetti, previsti dal Prg dell'Arsenale e allegati alla legge che ha portato alla riconquista di Venezia del suo «Arzanà». Sulla carta, ci sono un centro eventi di quasi 10 mila metri quadrati in 3 nappe e 2 galeazze a nord. Si prevedono anche spazi per la ricerca di Ca' Foscari e alle tese di San Cristoforo potrebbe trovare posto la Fondazione musei per il contemporaneo. Per i cantieri Actv, in fase di dismissione, a suo tempo si parlava di un bando di concessione, ma ora che l'area non è più demaniale l'ultima parola spetta al Comune. Un'altra partita (forse la più importante) da definire è quella dei canoni da riscuotere e nemmeno su questo la situazione è chiara, tant'è che il Comune ha chiesto l'aiuto dell'Agenzia del Demanio per sbrogliare la matassa degli affitti. «Stiamo facendo i conteggi, ma dovremmo essere aiutati», ha detto ieri il sindaco. La legge infatti indica che le sedi di Biennale (Corderie, Gaggiandre, tese e giardini delle Vergini e sale d'armi) e cantieri del Mose (6 tese nuovissime e 2 bacini di carenaggio) siano assegnate a titolo gratuito. Dalle restanti aree va invece riscosso un canone da destinare ai restauri. «Qui si chiude un percorso ha spiegato il direttore dell'Agenzia del Demanio per il veneto Pier Giorgio Allegroni . Adesso si apre una seconda fase, più interessante e gratificante per il Comune, che dal 6 febbraio, può gestire e programmare in modo lo sviluppo». Il puzzle dell'Arsenale è tutto da comporre ma, garantisce il sindaco, il Comune è pronto alla sfida. «Il passaggio di proprietà è avvenuto con la massima collaborazione tra soggetti coinvolti ha voluto precisare ieri Giorgio Orsoni . Ora vanno programmate attività, ci deve venire la gente, bisogna far respirare l'importanza che quei muri e quelle pietre hanno per la città». Per facilitare l'uso delle aree va tuttavia risolto il problema degli accessi, al momento si può infatti entrare solo dalla fermata Actv «Bacini» e, quando la Biennale è aperta, dalle biglietterie di fronte il Museo navale. «Va trovato il modo di garantire un'apertura sorvegliata ha spiegato il sindaco qui c'è lo stesso problema che abbiamo ai Giardini: sono aree di pregio la cui accessibilità impone costi di controllo elevati». Anche entrando dal lato della Biennale, tra Gaggiandre e Arsenale nord c'è il bacino e per valicarlo è stato progettato un ponte mobile. I disegni sono pronti da anni ma mancano i fondi; servono 1,9 milioni di euro. Il lavoro da fare è davvero tanto e complesso, a partire dalla ridefinizione della società che gestisce la struttura, Arsenale spa, ancora al 51 per cento del demanio. Ora, a passaggio di proprietà avvenuto, Comune e Marina militare sono sempre di più a stretto contatto. «Da 12 anni lavoriamo a una soluzione condivisa ha spiegato l'ammiraglio Maurizio Ertreo , nei nostri armadi ci sono montagne di documenti, segno degli sforzi di dare futuro a quello che per noi è un luogo santo». Ha aggiunto Allegroni: «C'è voluta una norma ad hoc per trasferire l'Arsenale al Comune: è stata così premiata la tenacia del sindaco». Ieri Ertreo ha anche ricordato che, in realtà, l'Arsenale è per la prima volta della città di Venezia. «Finora è sempre stato dello Stato, che fosse la Serenissima, i francesi, gli austriaci, l'Italia ha precisato . I marinai vogliono esserci perché tra le due torri c'è la culla della Marina». I campi da calcio ai Bacini, oggi comunali, fino a martedì erano militari ad esempio. Intanto, lunedì e martedì alle 15 e su prenotazione, il Comitato per la restituzione alla città dell'Arsenale ha organizzato una visita guidata di un'ora alle strutture.