«Mi fa girare lo stomaco sapere che è di fatto finito, che è bellissimo ma che a causa di una serie di errori non possiamo ancora riaprirlo». La confessione sul teatro «Giordano» rilasciata nei giorni scorsi agli studenti dal sindaco di Foggia Gianni Mongelli ha due cause precise: il sistema antincendio e la cabina elettrica di trasformazione (ne fu progettata una troppo piccola). Il teatro più antico di Puglia, il secondo al Sud dopo il San Carlo, non riesce a riaprire i battenti: adesso servono altri 250 mila euro. Si spera gli ultimi. Trovati problemi al sistema antincendio FOGGIA È il sistema antincendio il punto debole che fino ad oggi ha impedito la riapertura del Teatro Giordano, insieme alla cabina di trasformazione, in quanto ne fu progettata una troppo piccola. I progetti per intervenire ed eliminare le ultime gravi carenze del lungo appalto di ristrutturazione del Comunale, chiuso dal 2005, sono pronti. Con la sovrintendenza ai beni architettonici è stata anche trovata la soluzione per il gruppo elettrogeno e la cabina di trasformazione: saranno sistemati nell'aerea de La Maddalena. Dopo i sopralluoghi dei vigili del fuoco è emerso che il sistema antincendio realizzato durante l'appalto dell'impresa Ra.co, che subappaltò le opere, non può avere il via libera. È indispensabile intervenire su una scala per renderla ignifuga, realizzare altre porte tagliafuoco, prevedere altri due elevatori per i disabili. Complessivamente l'intervento costerà circa 250 mila euro, ma solo una parte di questa somma dovrà essere coperta con nuove risorse. Il resto sarà contestato all'impresa appaltatrice in quanto queste opere «non furono realizzate a regola d'arte». A quanto sembra ci sono agli atti anche alcune contestazioni formali mosse nel corso dell'appalto da parte del direttore dei lavori, Giuseppe Casolaro. Sulla cabina di trasformazione invece si procederà con la sua sistemazione nell'area adiacente al Giordano, quella de La Maddalena. Proprio nel risolvere il problema del teatro è stata scoperta la magagna di quel suolo pubblico (ne riferiamo a parte). Nel 2008 da uno dei consulenti del teatro (costati 283mila euro) fu progettata la cabina, ma il progetto si è rivelato inutile. Il Giordano necessiterà di una maggiore erogazione di energia elettrica quando tornerà a funzionare. Il veto della sovrintendenza a che la cabina fosse sistemata alle spalle del teatro ha spinto l'assessore Giuseppe Cavaliere a trovare un'altra soluzione. La sovrintendenza, vista la grandezza dell'impianto, ha bocciato ogni ipotesi che potesse essere montata nella stradina alle spalle del teatro. Il Comunale è il più antico di Puglia e nel Mezzogiorno è il secondo dopo il San Carlo di Napoli. Dopo una serie di sopralluoghi all'area de La Maddalena è stata esclusa la possibilità di interrarla per problemi legati all'areazione, ad eventuali infiltrazioni d'acqua. L'impianto si sistemerà in uno degli angoli dell'area parcheggio, quello in linea d'aria più adiacente al teatro. Sono già stati stanziati 148mila euro per l'intervento. Ma c'è l'urgenza a questo punto di sgomberare l'area dal parcheggio risultato non in regola. E per il teatro Giordano, chiuso da quasi otto anni, sembra esserci sempre un nuovo ostacolo. Ad alcuni studenti qualche giorno fa il sindaco Gianni Mongelli ha confessato: «Mi fa girare lo stomaco sapere che è di fatto finito, che è bellissimo ma che a causa di una serie di errori non possiamo ancora riaprirlo».