«E per la Casa del Criptoportico siamo a - 33» «Se i nostri conti non sono sbagliati e se i nostri occhi non ci hanno tradito, le gare per l'assegnazione dei primi due lotti dei restauri rischiano di far partire con il piede sbagliato quel Cantiere Grande Pompei che nei giorni scorsi è stato inaugurato alla presenza di un imponente schieramento di autorità italiane ed europee». L'affondo, contenuto in un dettagliato comunicato stampa, arriva della segreteria nazionale e campana della Fillea, la federazione dei lavoratori edili della Cgil (sindacato che tutela anche gli operatori del restauro e archeologia). Infatti, prosegue la nota alla quale sono state allegate le fotografie dei cartelli pubblici dove sono elencati tutti gli estremi delle opere in questione (e i link dove consultare i relativi bandi firmati dalla Soprintendenza) «i primi due lotti sono stati affidati con ribassi che arrivano fino al 50». La Fillea, a questo punto entra ancor più nel merito: le gare, relative al restauro della Casa del Criptoportico e della Casa dei Dioscuri, sono state aggiudicate, «la prima a 305mila euro, a fronte di una base d'asta per i lavori di 456mila euro, e la seconda a 685mila euro, a fronte di una base d'asta per i lavori di 1,430 milioni di euro. Stiamo parlando, dunque, di ribassi del 33 e del 52!». Alla luce di questo per la Fillea «appare ancor più stridente il contrasto di immagini dell'inaugurazione del cantiere che si è svolta il 6 febbraio, con fuori i cancelli i lavoratori a chiedere alle istituzioni di tradurre le grandi promesse in grandi opportunità per loro stessi e per questo straordinario sito archeologico». La Fillea quindi esprime una preoccupazione netta: «Per scendere così tanto rispetto a una base d'asta, che in genere dovrebbe corrispondere alla stima realistica del costo dell'opera, dove si andrà risparmiare?». Per questo il sindacato «chiede alle istituzioni impegni precisi per affermare un percorso di qualità per gli Scavi di Pompei». La replica Dalla Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei la replica è gentile quanto netta. «Di solito non commento vicende relative alle gare d'appalto spiega la responsabile Teresa Elena Cinquantaquattro e non farò eccezioni nemmeno questa volta dopo il comunicato della Fillea nazionale e regionale, che peraltro non ho ancora letto. Preferisco, quindi, rispettare e confermare la mia linea di comportamento».