E Renzi attacca Ingroia: rischia l'autogol a sinistra ROMA Il Cavaliere nega che con Monti possa esserci, dopo il voto, «un inciucio» nel Ppe. «Bersani obietta Berlusconi ha detto una grande bugia». E continua a ripetere che gli avversari sono la sinistra e il leader del Pd, ribaltando l'accusa del segretario del Pd. «Monti e Bersani flirtavano a distanza ironizza l'ex premier ora finalmente si sono uniti in matrimonio con la benedizione della Merkel e del suo ministro Schäuble. Monti, quindi, è diventato un politico come gli altri e ora sembra che la sua massima aspirazione sia fare il collaboratore di Bersani». Stop ai sondaggi Nella giornata che segna la fine della diffusione dei sondaggi perché si è a due settimane dal voto, Berlusconi è convinto di rimontare e addirittura di sorpassare il centrosinistra, tutt'ora indicato in testa. L'ex premier invita a non dare il voto ai partiti piccoli. Il suo bersaglio, ancora una volta, è Oscar Giannino che guida Fare per fermare il declino, una formazione che potrebbe attrarre i delusi del Pdl, ancora incerti se votare o meno. «Giannino dice è un liberale molto narciso che è stato colpito dalle luci della tv, ultimamente ha detto che il suo fine è fare perdere il centrodestra in Lombardia». Ed è appunto ciò che il Cavaliere non vuole che avvenga dato che la Lombardia esprime un alto numero di senatori e l'assemblea di Palazzo Madama può diventare decisiva per la formazione della maggioranza di governo. E torna sul condono: «Ne discuteremo in Parlamento e se gli italiani daranno la maggioranza solo a me, introdurremo un condono tombale, quindi anche edilizio». Un provvedimento che, a giudizio di Berlusconi, «porta nelle casse dell'erario molti miliardi». Parla anche delle Comunali di Roma, il Cavaliere. Una sua frase («Non so se Alemanno si ricandiderà o meno, se Gianni decidesse di farlo siamo pronti a sostenerlo») è stata letta come se ci fosse della freddezza nei confronti dell'attuale sindaco, scatenando le ironie del Pd e costringendo quindi l'ex premier a precisare: «Alemanno sarà il nostro candidato a sindaco per Roma». Inoltre, Berlusconi dice di essere a favore dell'amnistia: «Sarebbe una buona cosa, ma per farla servono i due terzi dei voti in Parlamento e non so se si possono raggiungere. Se vinco, però, la proporrò in Parlamento». Epoca finita Bersani esorta i cittadini a votare per il centrosinistra. «Se si vuole battere la destra l'unico voto utile è a noi. Dobbiamo imporre un cambio del sistema politico dopo vent'anni. Se, invece, prevale l'altra logica l'Italia va contro il muro». Il leader del Pd ritiene che quelle del 24 e 25 febbraio non sono «elezioni qualsiasi. Non è in gioco solo la vittoria, c'è la possibilità di chiudere una vicenda cominciata venti anni fa e che ci ha portato al disastro ed è diventata contagiosa». Bersani attacca il Cavaliere ed è convinto che «le sparate di Berlusconi alla fine funzionano come dei boomerang: ci vuole rispetto per gli italiani che sono persone intelligenti». Ed è appunto per questo che indica i provvedimenti che prenderà subito il governo, qualora ne fosse lui il capo. «Il conflitto di interessi garantisce sarà una delle prime leggi che porterò all'approvazione ed è mia intenzione fare entrare l'Italia in Europa anche in materia di normative antitrust e di autonomia del servizio pubblico». Non solo. Immagina un piano in cinque punti per rilanciare l'economia: «Liquidità e finanzia per l'impresa, grande piano di piccole opere, economia verde, banda larga e Ict, un programma industria 2020». Occorre, promette il segretario del Pd, di «colpire con il badile il falso in bilancio, la corruzione, la mafia e l'autoriciclaggio». Il dialogo con il Pd Benché Bersani escluda ogni intesa con Ingroia l'ex pm di Palermo insiste. Ma pone come condizione che non ci sia Monti. E lo dice apertamente quando afferma che «noi non ci siamo mai sottratti al dialogo con il Pd, ci rivedremo in Parlamento per capire se si può riaprire il confronto per un governo di centrosinistra senza Monti. Noi non saremo mai in una coalizione con il premier. Per questo dico agli elettori che l'unico voto utile per un governo di centrosinistra è quello dato a Rivoluzione civile». Ma contro l'ex pm si scaglia Renzi: «La lista di Ingroia sta cercando non di vincere ma fare perdere noi e questo non è accettabile: sarebbe un autogol». E ancora: «Troppe volte la sinistra radicale per ragioni di testimonianza ha ridotto il centrosinistra alla sconfitta e questo sta facendo la lista di Ingroia». Quindi, è l'esortazione di Renzi: «Ogni voto dato a schieramenti lontani dalla possibilità di governare è oggettivamente buttato via».