The day after, il giorno dopo l'incidente degli Uffizi che ha visto cader giù dal tetto del primo corridoio della Galleria, tra la quindicesima e la sedicesima campata, 30 centimetri di affresco (foto), è il momento di tirare le somme. E i protagonisti della strategia da mettere in campo sono il direttore del museo Antonio Natali e la soprintendente del Polo museale fiorentino, Cristina Acidini. Le prossime mosse in programma per i vertici dell'istituzioni artistica più prestigiosa della città sono sostanzialmente due. In primo luogo, spiega Natali «Avvieremo delle indagini per verificare qual è stata la dinamica dell'incidente». L'obiettivo, si capisce dalle parole del direttore, non è tanto quello di cercare dei responsabili o dei colpevoli per quanto è successo, quanto quello di conoscere lo stato di salute del museo che è un edificio che sta lì dalla fine del '500 e che quindi ha un equilibrio delicato da custodire. «Lavoro in questa galleria da 38 anni ha spiegato ieri Natali e un episodio del genere non si è mai verificato. Con Cristina Acidini abbiamo deciso di verificare se esiste il rischio che qualcosa del genere possa accadere ancora. Se accadono eventi come quello di ieri (dell'altro ieri ndr.) devono servire per fare una riflessione generale. Ho dato mandato ai nostri tecnici di fare una sopralluogo per verificare lo stato di salute di tutto quanto il museo». In questo percorso di analisi non c'è una mappa prestabilita: «Saranno i tecnici prosegue Natali a segnalarci, laddove ce ne fosse l'esigenza i punti del museo che potrebbero essere più delicati. Quanto a noi abbiamo diramato un ordine di servizio per monitorare la Galleria nella sua interezza». Poi se ci sarà bisogno di interventi specifici si procederà secondo le indicazioni dei tecnici.