Il corpo centrale della nuova galleria progettata dall'architetto Zaha Hadid parte con due anni di ritardo e dovrebbe essere pronto entro il 2005. Alla cerimonia il ministro della cultura, Urbani e delle Infrastrutture, Lunardi Irrealizzabile. Era il commento ricorrente con cui nel '98 molti architetti romani sfilarano davanti al plastico del progetto firmato dalla collega angloirachena Zaha Hadid, che aveva vinto il concorso per trasformare in museo d'arti contemporanee il complesso delle caserme di via Guido Reni, mettendo in fila altre star come Steven Holl, Rem Kolhaas, Peter Eisenmann, Toyo Ito. Certo, uno sfogo da autori frustrati, tagliati fuori dal giro delle grandi commesse e confinati nelle aule di Facoltà. Ma il anche comprensibile scetticismo di chi a Roma, conoscendo le pastoie delle leggi sugli appalti pubblici, aveva visto nascere e morire tanti altri progetti premiati, sicuramente meno arditi di quell'avveniristico museo che evocava con le sue intrecciate volute di cemento una sorta di svincolo d'autostrada. Profezie errate. Sia pure con un paio d'anni di ritardo rispetto ai tempi annunciati dopo il concorso dall'allora ministro Giovanna Malandri, il museo del XXI secolo si farà. A dicembre l'appalto è stato assegnato a due ditte romane, che si sono impegnate a realizzare l'opera con un ribasso di circa il dieci per cento sui 110 miliardi di vecchie lire del capitolato d'asta. E giovedì prossimo l'avvio della costruzione e la posa della prima pietra sarà celebrato con una cerimonia, sigillata dalla presenza del ministro della cultura Giuliano Urbani, nelle parti di committente e del ministro delle infrastrutture Giorgio Lunardi nel ruolo di controllore dei lavori. E ovviamente dell'architetto Zaha Hadid, che nel frattempo ha vinto un altro concorso in Italia; la stazione marittima di Salerno. Per la fine del 2005, entro tre anni, se non sopravvengono imprevisti, dal guscio del cantiere sboccerà il grande corpo centrale della nuova galleria: la sagoma alta una ventina di metri del sistema di padiglioni intrecciati e sovrapposti, illuminato da coperture di vetro per catturare la luce, che Zaha Hadid ha ideato per accogliere mostre e collezioni permanenti. Mancano a completare il progetto la realizzazione dei padiglioni alle spalle e poi l'allestimento delle sale espositive e delle aree di servizio, ancora in attesa di adeguati stanziamenti: le stime più ottimistiche prevedono un'aggiunta di almeno altri trenta o quaranta milioni di euro. Ma il museo potrà comunque già cominciare a funzionare. E nel corso dei lavori continuare ad offrire piccoli saggi del suo potenziale, in alcuni ambienti lungo il fronte di via Guido Reni, che resteranno aperti, compatibilmente con le esigenze del cantiere. Un traguardo importante per la città e per il quartiere, perché il futuro centro delle arti contemporanee verrà a saldarsi con l'Auditorium di Piano, moltiplicando la vocazione culturale e la capacità d'attrazione dell'area. Richiami cui sulla carta dovrebbero aggiungersi altre tre calamite: la nuova agenzia spaziale disegnata da Massimiliano Fuksas, la cui realizzazione si è inceppata in attesa di finanziamenti, il recupero come museo delle armi o sede universitaria delle altre caserme di via Guido Reni, che penò recenti voci inseriscono nell'elenco dei beni demaniali in procinto di essere messe all'asta dalla Patrimonio spa di Tremonti, e infine il ponte pedonale che collegherà la zona con il Foro Italico previsto nei piani del Campidoglio. Ma la realizzazione del centro di via Reni rappresenta anche un grosso balzo in avanti per il futuro dell'arte e della sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi: nel 2005 dovrebbe entrare in funzione a pieno regime anche il museo della ex Peroni, che il Comune sta ristrutturando. Dal nulla dell'ultimo mezzo secolo a due strutture di livello europeo. Per rimpolpare il copione in occasione della festa di varo saranno inaugurate due intriganti mostre ideate da Paolo Colombo, curatore del nuovo museo. La prima mette a confronto ceramiche firmate dal pittore Enzo Cucchi e da un consacrato astro del design come Ettore Sottsass. La seconda offre una carrellata di video e foto di autori del Nord Europa.
Diventa realtà il museo-utopia del XXI secolo - Giovedì posa della prima pietra del Centro delle Arti Contemporanee di via Guido Reni
Il progetto di galleria d'arte progettato da Zaha Hadid è stato ritardato di due anni, ma dovrebbe essere pronto entro il 2005. Il progetto, che ha vinto il concorso nel 1998, prevede la costruzione di un corpo centrale alto 20 metri con padiglioni intrecciati e coperture di vetro. La galleria sarà completata con la realizzazione dei padiglioni alle spalle e l'allestimento delle sale espositive. Il progetto ha un budget di 110 miliardi di vecchie lire, ma le ditte romane che hanno vinto l'appalto hanno offerto un ribasso del 10%. La cerimonia di varo sarà celebrata con la presenza del ministro della cultura e del controllore dei lavori.
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