il commento del direttore osservatorio patrimonio culturale Si dovrebbe agire per riportarlo allo stato in cui si trovava prima degli scandalosi lavori, ora nel mirino dei pm Oggi negli scavi di Pompei il commissario europeo Hahn e ben tre ministri hanno inaugurato (con circa dieci mesi di ritardo) i primi due cantieri (e non cinque come annunciato a marzo dello scorso anno dal premier Monti a Napoli) di interventi straordinari finanziati con fondi UE. Pompei, l'inaugurazione dei restauri Sempre oggi, molti muri, intonaci decorati e mosaici di domus e vaste insule di Pompei, hanno ulteriormente aggravato la loro situazione conservativa. Parti straordinarie e uniche di Pompei che rischiano di distruggersi irrimediabilmente perché da decenni le attività di manutenzione ordinaria sono raramente praticate. Farne un elenco sarebbe lunghissimo, ma sono tanti, troppi, i preziosi elementi di Pompei di cui potrebbe rimanere solo qualche vecchia fotografia. Troppi milioni di euro spesi in attività diverse da quelle prioritarie della conservazione del patrimonio archeologico (79 milioni la disponibilità della gestione commissariale), hanno ridotto Pompei ad un luogo dove l'80 degli elementi che costituiscono la grande risorsa culturale della Nazione sono a rischio di distruzione irreversibile. Ma questa è l'altra faccia della "festa" tenutasi questa mattina a Pompei dal vago sapore di spot celebrativo e forse anche elettoralistico, su cui, però, incombevano i nuvoloni dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Gli inquirenti hanno spiegato scenari inquietanti che riteniamo rappresentino solo gli aspetti emergenti di un mosaico di malaffare molto più vasto che da molto tempo è all'attenzione dei media di tutto il mondo. L'inchiesta minuziosa di magistrati e finanzieri è, paradossalmente, il più importante contributo finora attuato per arginare il degrado conservativo e gestionale degli scavi di Pompei. Chi ripagherà lo spreco di soldi e lo scempio compiuto con i lavori effettuati nel teatro, facendo uso di martelli pneumatici, pesanti mezzi meccanici, tanto cemento improprio e nuove gradinate stabilmente realizzate in tufo di moderna fattura? Sarebbe opportuno che dal Ministero per i beni culturali qualcuno ordini il ripristino (possibile) dello stato dei luoghi cosi come erano prima degli scandalosi e costosissimi lavori di "rifunzionalizzazione", come ebbe a dire l'allora commissario Marcello Fiori, ora indagato. Ad un cittadino che compie un'abuso o un opera edilizia irregolare si ordina, come prescrive la legge, l'abbattimento e il ripristino delle preesistenze dei luoghi. Perché la soprintendenza e il Ministero non lo fanno anche per il teatro di Pompei? Sarebbe opportuno agire restituendo il teatro di Pompei, seriamente restaurato, all'autentica e originaria immagine archeologica, prima che a ordinarlo potrebbe essere la magistratura. L'imponente inchiesta giudiziaria, già all'attenzione della tv araba Al Jazzera, è destinata ad aprire altri squarci sulla cattiva gestione ultradecennale dell'area archeologica pompeiana e riservare altri clamorosi sviluppi, forse necessari per "bonificare" i meccanismi della gestione di Pompei proprio alla vigilia dell'inizio dei nuovi lavori del "Grande progetto Pompei". Ancora non si è parlato di infiltrazioni di imprese legate alla camorra. Eppure qualche mese fa i Ministri Ornaghi e Barca ricordarono che gli scavi di Pompei sono in un'area dove la Camorra c'è. Osservatorio Patrimonio Culturale06 febbraio 2013
Pompei, perché il ministero non chiede il ripristino del teatro grande?
Il direttore dell'Osservatorio Patrimonio Culturale ha commentato gli scavi di Pompei, criticando la gestione del progetto e le spese eccessive. Il commissario europeo Hahn e tre ministri hanno inaugurato i primi cantieri di interventi straordinari finanziati con fondi UE, ma il direttore sostiene che ciò non è sufficiente per ripristinare lo stato originario del sito. Le attività di manutenzione ordinaria sono rare e molti elementi archeologici sono a rischio di distruzione irreversibile. L'inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha scoperto scenari inquietanti, tra cui infiltrazioni di imprese legate alla Camorra.
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