Castelvetrano. Conclusa sulla collina di Manicalunga-Timpone nero, a Triscina, la prima fase degli scavi archeologici della necropoli selinuntina avviati lo scorso mese di novembre dalla Fondazione Kepha onlus, proprietaria del terreno oltre che del Campus archeologico museale che è attrezzato con laboratori idonei al restauro. Gli scavi, che andranno avanti per due anni e che sono stati seguiti dall'archeologo Ferdinando Lentini, hanno avuto l'ok dalla Sovrintendenza di Trapani. Obiettivo del progetto è quello di riportare alla luce le strutture e i corredi funerari sopravvissuti ai saccheggi dei tombaroli. Nei giorni scorsi a verificare quanto è stato fatto sono andati il sindaco Felice Errante e l'assessore alla Cultura Angela Giacalone che, accompagnati da Giovanni Miceli, direttore del Cam, hanno visto l'area degli scavi nei quali sono impegnate in tutto nove persone. Le tombe portate alla luce sono del V secolo avanti Cristo. I corredi funerari ritrovati sono ben poca cosa rispetto a quelli che potevano essere. Il posto, infatti, nei decenni passati, è stato rastrellato dai tombaroli. Il materiale ritrovato, sia i resti umani sia i resti di ceramica, viene inventariato e catalogato. Miceli ha annunciato al primo cittadino che la Fondazione Kepha intende musealizzare l'area. Errante a sua volta ha affermato che «l'apertura dalla parte di Triscina al parco archeologico di Selinunte consentirà di realizzare un percorso diretto tra Selinunte, la necropoli di Timpone nero e le Cave di Cusa». M. L. 07022013