La Repubblica 07022013, Bari CONOSCO un bambino di Bari che colleziona foglie di alberi: le raccoglie, le analizza, ne studia le differenze, le ripone, geloso, tra i fogli di un erbario improvvisato come exiccata, che sfoglia, poi, con amorevole orgoglio. Ancora, c'è una bambina che sa guardare gli alberi, li osserva, ne disegna i tronchi e la ramificazione, li chiama per nome, li abbraccia, ne fa suoi amici. Come questi tanti altri bambini, affascinati dalla natura, dalla sua multiforme bellezza, vivono una stagione felice del loro tempo, evidentemente perchè per i bambini è più facile ritrovare il bandolo del gomitolo della vita che ci ha posti sin dall'origine in un giardino incantato, dono negletto di Dio. Bandolo che viene smarrito nello sguardo utilitaristico per ogni dove, che caratterizza l'homo economicus e che fa di un uomo un omuncolo. Per educare i bambini, uomini del futuro, a mantenere limpido e cristallino il loro sguardo, ben venga l'aula didattica a cielo aperto, che si propone per i giardini di piazza Umberto, ricchissimi di specie vegetali, alcune rare, tanto da farne, senza alcuna retorica, un vero orto botanico. Questa preziosità che ritroviamo in un giardino monumentale e storico che ci è stato tramandato, va conosciuta e salvaguardata. In un recente documento le associazioni per piazza Umberto chiedono all'Amministrazione comunale di attivarsi per una progettazione scientifica di restauro vegetazionale e del disegno, sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici. Le associazioni motivano le loro richieste al Comune avendo l'interesse a preservare il più possibile il valore dei luoghi. Noi desideriamo il restauro della pavimentazione, delle panchine, dei cordoli delle aiuole, con sola integrazione dei recinti arborei di esse (pitosfori eccetera), della palazzina della Goccia del Latte (che possa per esempio tornare come l'antico bar di una volta). Siamo consapevoli che il "giardino storico" di piazza Umberto I importante e pregiata area verde del quartiere murattiano costituisce anche una preziosa risorsa ambientale ed urbanistica per la comunità dei residenti, delle imprese, delle istituzioni che ivi insistono. Se costituisce un polmone verde indispensabile per la qualità dell'aria, è altresì un luogo di socialità e ricreazione per bambini famiglie studenti e utenti tutti. Per fortuna il primo passo di questo tipo di restauro storico è già stato compiuto nel 2012 con la statua di Umberto I a cavallo dello scultore Cifariello, grazie all'interessamento e finanziamento diretto del Ministero dei Beni culturali, che ha scelto il nostro monumento equestre tra i 10 monumenti italiani più rappresentativi per l'anniversario dei 150 anni di Italia. Inoltre come bene culturale è inserito nel vincolo 2013 sulla città murattiana e nel codice dei beni culturali e del paesaggio e quindi merita adeguata protezione. delegato ambiente Fai Bari