La sala di Palazzo Reale danneggiata dai bombardamenti del '43: istituzioni unite per dare il via ai lavori MILANO È come rimettere in sesto una persona da capo a piedi, trascurandone il cuore. Così per la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, che in un complesso in via di completa rinascita, continua a mostrare le terribili ferite dei bombardamento del 1943. L'incongruenza si è fatta ormai così evidente, che nella stessa Sala si è ieri riunita in un convegno una sorta di grande assise. Riportare la Sala il più possibile vicino all'immagine originaria (salvo le perdite insostituibili, come i dipinti di Hayez e Appiani) o lasciarla com'è da 60 anni, nella perenne esibizione del danno della guerra? Il convegno è stato preceduto l'altro ieri da una visita sul campo del sindaco Gabriele Albertini e del ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani. E già in quella occasione era presente tutto uno stato maggiore della conservazione e del restauro, compresa una figura di riferimento come il direttore dell'Istituto centrale per il restauro, Caterina Bon Valsassina. Punto di partenza non secondario, secondo il direttore centrale della Cultura del Comune, Alessandra Mottola Molfino, è il fatto di essere «tutti concordi nel risarcimento degli sfregi brutali». Sfregi, ha spiegato il direttore dei lavori, Gisella Capponi, che sono anche il frutto d'una lunga incuria, di un «uso sfrenato di questa sala» che oggi chiede un «atto di pietà». Soltanto dal 2000, ha aggiunto Mottola Molfmo, si è almeno provveduto a una pulitura. Incredibile, osservava il direttore regionale per i Beni culturali della Lombardia, Carla Di Francesco, è accingersi a un intervento a 60 anni dall'evento distruttivo: «Una cosa che nessuno ha mai visto: in genere, si procede ai lavori entro una generazione. Non vogliamo il bel disegno, ma un restauro fatto con la nostra sensibilità e la nostra cultura». Il convegno, a cui hanno partecipato tra gli altri Alberto Artioli e Sandro Schiffini, Roberto Cecchi, Giorgio Bonsanti, Arnaldo Pomodoro, ha rivelato pieno accordo sull'esigenza di un prudente intervento con le metodologie del cantiere di studio. «Un rifacimento non si farà mai», sottolineava Gisella Capponi a conclusione dei lavori. Ma c'è chi sembra pensarla diversamente, come la sezione milanese di Italia Nostra, per il cui presidente Alberto Ferruzzi «al di là della memoria della distruzione, che dev'essere ben rappresentata attraverso immagini e documenti, l'intervento deve essere - per tutte le parti note e riproducibili -ricondotto filologicamente all'originario splendore. E il suo valore pubblico, che ha sempre caratterizzato il suo uso, comporta anche di coinvolgere i cittadini milanesi». Anch'essi, insomma, oltre agli architetti, hanno il diritto di dire la propria.
Cariatidi, un restauro atteso da 60 anni.
La Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano è stata danneggiata dai bombardamenti del 1943. Un convegno è stato organizzato per discutere del restauro della sala. I partecipanti concordano nel risarcire gli sfregi brutali e nel procedere con un intervento prudente e filologicamente corretto. Il direttore dell'Istituto centrale per il restauro, Caterina Bon Valsassina, ha partecipato al convegno. Il sindaco Gabriele Albertini e il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani hanno visitato la sala il giorno prima. Il convegno ha anche coinvolto esperti come Alberto Artioli e Sandro Schiffini.
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