UNA sala affrescata e illuminata da grandi finestre. Uno spazio vuoto che - finito il pellegrinaggio dell'opera fra il carcere di San Vittore e (forse) il Duomo - ospiterà la Pietà Rondanini. La scultura di Michelangelo avrà un intero museo dedicato, con la biglietteria progettata dall'architetto Michele De Lucchi e una sala secondaria in cui saranno proiettati film esplicativi. Ma nell'Ospedale Spagnolo l'opera sarà completamente sola. Tutto sarà pronto per aprile 2014. Nei prossimi quattordici mesi nella sala al piano terra dell'ala ovest del Castello Sforzesco lavoreranno i restauratori. L'obiettivo è riportare alla luce gli affreschi cinquecenteschi, nascosti dall'intonaco e da secoli di oblio. Un restauro «più che conservativo, quasi filologico», spiega l'assessore alla Cultura Stefano Boeri. Rispettoa come la si vede oggi, la sala avrà di nuovo solo l'illuminazione e un pavimento in legno, posato sul cotto settecentesco. «Quando sono entrato nell'Ospedale, destinato a sala conferenze, ho pensato a un miracolo - racconta Boeri - la salaè coeva alla statua, sembra nata per accoglierla. Sono coincidenze che emozionano». La Pietà Rondanini è stata scolpita fra il 1555 e il 1564. La sala che la ospiterà fu edificata fra il 1560 e il 1570, sotto il governatore spagnolo Antonio de Guzman. Il successore Sancho de Guevara y Padilla la utilizzò come ospedale negli anni della "peste di San Carlo". Nell'Ottocento divenne caserma, nel Novecento «centro di promozione delle biblioteche civiche». Oggi ospita una copia della Pietà: un calco in gesso realizzato a Brera a metà del secolo scorso. L'originale si trova nella sala degli Scarlioni nell'allestimento progettato dagli architetti BPPR dopo che, nel 1952, il Comune aveva acquistato la Pietà, per 153 milioni di lire, dalla famiglia romana Rondanini. «L'attuale collocazione, pur pregiata, non è più attuale - dice Boeri - è impossibile vedere l'opera da distanza adeguata, soprattutto la parte posteriore». Dove si trova oggi, la Pietà ha infatti alle spalle un muro di pietra. Inoltre, l'accesso è impossibile per i disabili. La sala degli Scarlioni in futuro sarà completamente dedicata al Bambaia, lo scultore lombardo cinquecentesco che oggi condivide lo spazio con Michelangelo. Il riallestimento è stato affidato all'architetto Vittorio Gregotti. Cambiando sala, la Pietà avrà un nuovo basamento: oggi poggia su una un'ara funeraria di epoca traianea, raffigurantei coniugi Marco Antonio e Giulia Filumena. La bontà dell'accostamento fu contestata dai BPBR, che progettarono un basamento in legno, poi destinato alla copia in gesso. «Preferiremmo usare la base in legno - dice Boeri - dopo averla resa fissa». Oggi il piedistallo è rotante. Prima, comunque, la statua compirà il suo pellegrinaggio in città: da aprile a novembre al carcere di San Vittore, dove per visitarla si pagherà un biglietto di oltre 10 euro, i cui ricavati andranno al carcere. Si attende invece l'ok della Soprintendenza regionale per potere esporre l'opera in Duomo da dicembre ad aprile 2014.
MILANO - Uno spazio tutto per la Pietà prove di allestimento al Castello
L'opera di Michelangelo, la Pietà Rondanini, sarà esposta in un museo dedicato all'interno dell'Ospedale Spagnolo a Milano. La sala sarà restaurata e ristrutturata per ospitare l'opera, che sarà esposta da aprile 2014. Il restauro sarà più che conservativo, quasi filologico, e prevede la ripristino degli affreschi cinquecenteschi nascosti dall'intonaco. La sala sarà illuminata e dotata di pavimento in legno. La Pietà sarà esposta in una sala secondaria, dove saranno proiettati film esplicativi. L'opera sarà esposta per il primo tempo in un carcere di San Vittore, prima di trasferirsi al Duomo.
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