STOP ai lavori nella pineta di Villa Massimo. Il X dipartimento ha bloccato il cantiere che era partito il 14 gennaio per realizzare un punto verde per l'infanzia con 400 metri quadrati tra baby parking, giostre e servizi igienici che sarà gestito da un concessionario privato, lo stesso del ristorante Casina dei Pini. Un altolà che arriva dopo le numerose proteste dei residenti che hanno depositato denunce in Procura e raccolto centinaia di firme. Una storia che va avanti ormai dal 2010, quando venne presentato il primo progetto per Villa Massimo, l'area verde sulla Nomentana. I fatti più recenti raccontano che con una determinazione dirigenziale del Servizio Giardini sono stati autorizzati i lavori, un piano che però non sarebbe mai passato in Giunta, tanto che ora è lo stesso dipartimento a fermare le ruspe per "una verifica dei vincoli esistenti". «Noi, non ci fermeremo mentre si continua a portare avanti il progetto illegittimo di ulteriore privatizzazione e stravolgimento di un giardino comunale con vincolo paesaggistico - batte i pugni Maurizio Centili, portavoce del comitato in difesa dell'area - Si tratta di un'area boschiva di 7.300 metri quadrati, della quale si vuole modificare profondamente la realtà con la costruzione al centro di un ecomostro commerciale di 400 metri quadrati, che si aggiunge ad un altro mostruoso ristorante di più di 500 metri. Così mentre le ruspe provano a sfregiare la pineta di Villa Massimo, noi moltiplichiamo le iniziative per fermare lo scempio che si sta consumando nel silenzio delle istituzioni». Ierii residenti hanno protestato davanti alla sede del Municipio III, in via Goito, e il prossimo martedì formeranno una catena umana intorno al giardino. «Sulla raccolta di firme con rammarico dobbiamo rilevare che nessun consigliere del municipio III del Pdl ha ritenuto di dover firmare l'appello o far sentire in altro modo la sua voce e che, dei consiglieri del Pd, solo uno ha aderito - continua Centili - Occorre bloccare le ruspe nella pineta di Villa Massimo per fermare le tante che ci sono nel territorio come Villa Blanc, Progetto urbano San Lorenzo, piscina di via Como, Pup di viale XXI Aprile, ex deposito ATAC di via della Lega Lombarda, piazza Winckelman, palestra campo Artiglio». Vuole fare chiarezza la vicepresidente del Municipio III, Francesca Del Bello: «Il rischio è che si blocchino i lavori anche per sei mesi, così Villa Massimo diventa una pineta inaccessibile. Saranno ripiantati 37 alberi, di cui 16 pini poi lecci, melograni e pruni. Quelli tagliati (circa 43) sono stati tranciati anni fa perché malati e oggi la ditta li sta semplicemente sradicando. Non bisogna fare allarmismo».