Sarà abbassato di un metro e 15. Ma San Girolamo degli Illirici non sarà visibile Inizieranno il 25 marzo i lavori all'Ara Pacis; dureranno, si prevede, 77 giorni: in tempo per finirli prima delle elezioni. Per Pasqua, il museo, che ha in programma una retrospettiva del grande fotografo Sebastião Salgado il quale verrà anche a Roma apposta, diventerà un percorso di guerra. Non si abbatterà nessun tratto del muro, tanto contestato, di Richard Meier accanto all'Ara Pacis e sul Lungotevere: sarà soltanto tutto abbassato, d'un metro e 15 centimetri; «come se arrivasse un Gulliver, schiacciando ogni cosa con i suoi piedoni», dice Nigel Ryan, architetto neozelandese che lavora a Roma per lo studio americano. La porzione di muro al sommo della scalinata, all'ingresso del museo, per legge dovrà essere sostituita con una sorta di corrimano. Spesa prevista, 1,85 milioni di euro più i costi del mutuo: anche per cambiare il selciato antistante alle chiese (Francesci Cellini, autore del progetto per riqualificare la piazza, dice: «In modo compatibile» con il suo elaborato). I lavori sulla piazza non inziano: manca il finanziamento; ma le chiese saranno così dotate d'una sorta di sagrato. E sparirà quella che era diventata una piazza, un luogo di sosta e aggregazione protetto dal traffico del Lungotevere, davanti a un museo dei più popolari in città. 77 I giorni di lavoro previsti per la riduzione del muro Nonostante l'abbassamento del muretto, San Girolamo degli Illirici, chiesa nazionale dei Croati, e San Rocco, dal Lungotevere continueranno a non essere visibili. Del resto, la seconda è sempre stata celata: prima, aveva tra sé e il fiume la dogana del Porto di Ripetta; poi, le case previste dal piamo regolatore del 1909; infine, altre ancora, fatte costruire nel 1930 da Mussolini, ma abbattute nel 1938: ci restano le immagini; e in una del 1878, la chiesa è ottusa, davanti al ponte in ferro che allora esisteva. Comunque, la «correzione» si farà, e (almeno nei progetti) in tempo per le elezioni. «Il lavoro di Meier si basava totalmente su un modulo preciso e studiato; ma noi abbiamo sempre cercato di smussare la questione», continua Ryan. IL MAUSOLEO Intanto, si scava attorno al Mausoleo di Augusto: compiuti i saggi archeologici, anche con nuove scoperte. Nel 2014, saranno duemila anni dalla sua morte. Anche qui, i problemi non mancano. Negli Anni 30, restaurandolo, Antonio Muñoz vi dispose attorno una dozzina di piccoli cipressi; ormai sono una sessantina, grandissimi: le loro radici causano lesioni al monumento. Sarà restaurato, ricondizionato. Sono previste tre tappe, di quattro milioni di euro ciascuna. Spendendo per organizzarla, si è svolta una gara internazionale, in cerca di chi volesse soccorrere il Mausoleo: ma è andata deserta; e forse, era immaginabile, dopo le infinite pastoie per il salvataggio del Colosseo. 12 I milioni necessari per il restauro del Mausoleo di Augusto La prima tappa è il restauro, la messa in sicurezza, la riapertura. Già per l'anno prossimo? Chissà. Le altre due, altri otto milioni, intendono creare nel luogo un museo virtuale. Copertura del Mausoleo con una cupola a vetri; aria condizionata e ascensori. «Noi, come consulenti, siamo fieramente contrari», afferma Francesco Cellini, figlio del grande restauratore Pico e preside di Facoltà a Roma Tre. «Sono quelle idee faraoniche, inventate dagli uffici. La Sovraintendenza comunale s'è comportata in modo scorretto: il loro progetto è pieno di disegni miei». NUOVO MUSEO? Cellini continua: «Non si capisce questo cupolino, per nulla rispettoso del monumento». All'interno, il Mausoleo è vuoto: di diametro ancora maggiore di Castel Sant'Angelo, soltanto con una serie di strutture murarie. Per questo, si vuole farne un museo virtuale. A 50 passi dall'Ara Pacis: il piano inferiore non potrebbe divenire, con un biglietto comune ai due monumenti, il luogo dove raccontare anche il Mausoleo? «Trasformare una tomba in un museo è anche un po' iettatorio», spiega il grande archeologo Antonio Giuliano; «a me, sembrano matti: a suo tempo, era già stata scartata l'idea di collocarci dentro l'Ara Pacis. Il sito è un museo di se stesso. Ma mi pare che chi si occupa di cultura stia cercando sempre nuovi spazi in centro: il problema è qui». Poi riflette su un luogo «che non ha mai avuto pace. Prima c'erano le corse dei tori; poi, vi è stato bruciato Cola di Rienzo; c'erano il teatro Corea, poi l'Auditorium, glorioso Augusteo dove hanno diretto tutti i più grandi. L'errore è stato sventrare e demolire: forse, Giulio Quirino Giglioli e Muñoz l'hanno capito, hanno visto che non funzionava; però, da allora, è stato un disastro continuo».
Ara Pacis, via ai lavori per ridurre il muretto
I lavori per abbassare il muro di Richard Meier accanto all'Ara Pacis inizieranno il 25 marzo e dureranno 77 giorni. Il muro sarà abbassato di un metro e 15 centimetri, mentre la porzione di muro al sommo della scalinata dovrà essere sostituita con una sorta di corrimano. I lavori non influiranno sulla visibilità di San Girolamo degli Illirici e San Rocco, che non saranno più visibili dal Lungotevere. Il museo dell'Ara Pacis, che ospiterà una retrospettiva di Sebastião Salgado, sarà chiuso per i lavori. I lavori sulla piazza non inizieranno, mancando il finanziamento.
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