Un convegno per discutere dove finisce l'imbrattamento e dove inizia invece l'arte Ronchi: «Bologna con la Gam è la prima città dove è stato legittimato questo genere» Parlarne non è mai abbastanza, perché c'è ancora chi, con la parola «graffiti», accosta una scritta su una colonna a un murale famoso in tutto il mondo. Non sarà dunque il solito convegno, quello che venerdì e sabato andrà in scena al Mambo sul solco del progetto «Frontier. La linea dello stile», che lo scorso anno ha portato a disegnare 13 grandi figure sui palazzi di Bologna. Lo hanno curato Claudio Musso e Fabiola Naldi e si chiamerà infatti «konFrontiert - Writing, street art e spazio pubblico: ipotesi, ricerche e confronti». Il distinguo tra imbrattamento e opere d'arte è doveroso e lo ha rimarcato in conferenza stampa l'assessore comunale alla Cultura Alberto Ronchi, che da sempre, in una città flagellata da scritte su palazzi storici, ha cercato di portare avanti il confronto su questo aspetto dell'arredo urbano. «Questa due giorni è un passo ulteriore nel fare di Bologna un punto di riferimento per tutti i linguaggi relativi al contemporaneo - ha chiosato Ronchi - ben venga dunque un convegno per ragionare su questa forma di espressione, Bologna con la Gam è stata il primo luogo dove la street art è stata legittimata, bisogna quindi recuperare una peculiarità di cui dobbiamo essere orgogliosi-. Non siamo qui per risolvere i problemi dell'universo, ma perché questo fenomeno venga dimensionato nel modo giusto». Non a caso il convegno sarà un omaggio scientifico a Francesca Alinovi, la critica bolognese autrice della mostra alla Gam «Arte di frontiera: New York graffiti», uccisa nel 1983, e che verrà ricordata con un evento dopo maggio, a cui collaboreranno Comune, Mambo e Università. In autunno invece la casa editrice Damiani potrebbe mettere sugli scaffali un volume dedicato proprio all'esperienza di «Frontier». Insomma il seme gettato in quel lontano marzo 2009, in piena era Cofferati, con l'incontro pubblico al Mambo per discutere di tag e graffiti, continua a germinare. Venendo al simposio, a partire dalle 10 del mattino si cercherà con vari incontri di analizzare diversi contesti partendo dalla volontà di spostare il dibattito intorno alla pratica del writing, alla street art e, di conseguenza, allo spazio pubblico. Così il wall artist bolognese Dado parlerà al pubblico del «Writing come disciplina», mentre il semiologo Francesco Marsciani con «La modifica della percezione spaziale e le trasformazioni del senso vissuto», illustrerà i dati della sua ricerca sul cambiamento cittadino in relazione alle modifiche colorate delle opere di «Frontier». Claire Calogirou, professoressa all'Ecole du Louvre e responsabile della collezione Hip-hop e Graffiti del MuCEM di Marsiglia, si confronterà sulla collezione di graffiti dello stesso museo francese. Al Mambo, a dare il suo contributo, arriverà addirittura Stewart Home, agitatore culturale dell'underground britannico, già con Luther Blissett e fautore del movimento artistico del «Neoismo». Con «Analfabeti nello spazio», il grafico e Compasso d'oro 2011 Leonardo Sonnoli darà poi la sua personale lettura del fenomeno artistico in questione, a cui si accosterà l'intervento di Andrea Pizzi, avvocato, specializzato in diritto dell'arte e proprietà intellettuale. Ingresso libero.
Bologna. Le frontiere dei graffiti
Un convegno si terrà a Bologna dal 10 al 11 maggio per discutere sulla differenza tra imbrattamento e arte. L'evento, organizzato dal progetto Frontier, sarà un omaggio a Francesca Alinovi, critica bolognese che è stata uccisa nel 1983. Il convegno sarà un confronto tra esperti e artisti, che analizzeranno diversi contesti e discuteranno sulla pratica del writing, sulla street art e sull'uso dello spazio pubblico. Parteciperanno vari artisti e studiosi, tra cui Dado, Francesco Marsciani, Claire Calogirou e Stewart Home. L'evento sarà gratuito e sarà un passo ulteriore nel far di Bologna un punto di riferimento per la street art.
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