TRENTO Uscire dal concetto ambientale di area protetta e considerare l'intero territorio un patrimonio da tutelare. Di questo e di altro si parlerà al convegno, programmato per giovedì 14 febbraio, che si terrà presso Le Gallerie di Piedicastello a Trento organizzato dalla commissione tutela ambiente della Sat, in collaborazione con la Provincia di Trento. La giornata di studio, il cui titolo è Il contributo delle aree protette per il governo del Trentino, proporrà confronti tra realtà di parchi nazionali e trentini, per soffermarsi a ragionare se le aree protette possano essere intese come fattore di progresso, culturale e sociale innanzitutto, e se da questo possa discendere una politica di governo del territorio coerente e coordinata. Un convegno a cui prenderanno parte numerosi esperti di botanica, pianificazione urbanistica, valorizzazione ambientale e politiche turistiche. «Quello che ci preme sottolineare spiega Anna Facchini, presidente della commissione tutela ambiente montano è l'importanza della conoscenza e della cultura. Vorremmo anzitutto scattare una fotografia della situazione attuale e trovare prospettive future per una buona amministrazione territoriale» . Ci si interrogherà anche sul ruolo che dovrà avere la Provincia. Ruolo che secondo il presidente Sat, Claudio Bassetti dovrà essere di rilancio. «Un ottimo lavoro è stato fatto con i biotopi dice ora si dovrà intervenire con maggiore attenzione su un'analisi ambientale delle opere territoriali prima che vengano predisposti i progetti esecutivi». Qualche esempio? I collegamenti funiviari (Monte Baldo-Malcesine o Folgaria centro con Fondo Grande) che non sono mobilità alternativa ma un «scimmiottare la mobilità alternativa».