Orsoni: va aperto alla città. Il Demanio: programmazione al Comune VENEZIA Ci sono voluti oltre due secoli e almeno dieci anni di pressioni su Roma, ma adesso l'Arsenale è di nuovo veneziano. Nessuna consegna di chiavi al Comune, solo la firma (ieri) all'Agenzia del Demanio ha sancito ufficialmente il passaggio di proprietà. «E' un grandissimo risultato, un momento importantissimo per Venezia ha detto entusiasta il sindaco Giorgio Orsoni . Con questo atto la città diventa proprietaria del suo Arsenale e consolida il rapporto con la Marina, di cui siamo orgogliosi». Il braccio di ferro estivo con Roma il governo aveva cancellato il passaggio di proprietà nel decreto Crescita e il compromesso finale raggiunto in autunno che priva l'amministrazione dei canoni di concessione per le aree destinate al Mose, per il sindaco, non adombrano il risultato, definito storico. Adesso però comincia il difficile: vanno trovati fondi, anche privati, per il ripristino di tese e gaggiandre e va organizzata la struttura per renderla accessibile a tutti, cosa che finora era possibile solo durante gli eventi della Biennale. «Da oggi potremo governare lo sviluppo dell'Arsenale ha continuato il sindaco . L'obiettivo è di renderlo aperto, quest'area è nel cuore di tutti i veneziani e lo si è visto nei giorni dell'America's Cup». Lo scorso maggio nelle giornate della manifestazione, fin dalle prime ore del mattino, c'era la coda per entrare nei 46 ettari di magazzini e bacini. Giovani, famiglie e anziani, nessuno in quei giorni ha perso l'occasione per ammirare l'«arzanà de' viniziani», come lo ha chiamato Dante nel suo Inferno, senza considerare gli slogan, dei mesi scorsi, della campagna di associazioni e comitati per la restituzione dell'Arsenale alla città. «La consegna di questo complesso monumentale dal grande valore storico è il risultato di collaborazione tra istituzioni ha detto il direttore regionale del Demanio Pier Giorgio Allegroni . Il Comune potrà effettuare una programmazione diretta di destinazioni e utilizzi». A Ca' Farsetti vanno le aree a Nord: Galeazze, Sommergibilisti e una porzione dell'area cosiddetta Novissima, per la quasi totalità destinata ai cantieri del Mose. Qui, spostati a sud, ci sono i cantieri di Actv destinati ad essere chiusi, gli spazi quindi saranno comunali. A est il Comune è proprietario degli spazi fino alle Gaggiandre e di fronte ai bacini di carenaggio fino alla Tana. L'Arsenale sud si divide tra Biennale e Marina militare mentre i bacini rimangono al magistrato alle Acque. Chi sperava che il passaggio di proprietà aprisse al pubblico l'accesso dal lato del Museo navale, per ora deve rassegnarsi. Piazzale della Campanella rimane alla Difesa e quindi interdetto ai veneziani. «E' un aspetto marginale al risultato ha commentato Giorgio Orsoni una questione che andremo ad affrontare successivamente, al momento quello che è davvero rilevante è il passo decisivo della consegna dell'Arsenale». Più di qualcuno in Comune è in realtà preoccupato per i costi di gestione che da oggi sono tutti in capo all'amministrazione. Le Galeazze ad esempio vanno completamente restaurate (il tetto è crollato) e la spesa parrebbe da capogiro. Il sindaco però non è di quest'avviso: «L'uso delle aree non potrà che migliorare ha concluso si potranno coinvolgere anche privati». Come farà Ca' Farsetti a dare corpo al progetto di riapertura dei 46 ettari non è ancora chiaro, al momento di certo c'è solo che il Comune vuole chiudere la società Arsenale spa, partecipata al 51 per cento dal Demanio. Un'azienda serve ma a pieno controllo comunale.