Museo Borghese versus Alberto Sordi, la guerra delle intestazioni odonomastiche per il Viale simbolo e cuore della celebre Villa, oggi conteso (quasi) dimezzato: a pochi giorni dall'articolo del Corriere, che dava conto delle proteste di molti esponenti del mondo della cultura e del cinema sull'imminente cambio di nome per la strada (da Viale del Museo Borghese a Viale Alberto Sordi, appunto, nel tratto tra via San Paolo del Brasile e via Trombadori) non si placano le polemiche per la decisione del sindaco Gianni Alemanno e dell'assessore alla cultura Dino Gasperini di intitolare un tratto dello storico Viale alla memoria dell'attore scomparso dieci anni fa, cui Roma ha già intitolato la ex (anche se in tanti continuano a chiamarla così, a riprova di quanto spesso sia velleitario cambiar nomi a i luoghi) Galleria Colonna. L'associazionismo per la Tutela al completo (Fai, Comitato per la Bellezza, Italia Nostra, Amici di Villa Borghese...), i discendenti del casato, intellettuali, decani del cinema quali Franco Zeffirelli e Piero Tosi, il presidente del Wwf Fulco Pratesi («Credo che già la dedica della più bella Galleria di Roma a questo grande attore sia più che sufficiente») tutti contrari a una decisione definita via via «provinciale», «di pessimo gusto», «furbata elettorale». Ma la protesta, oltreché al primo cittadino e all'assessore (i quali difendono la loro decisone per la presenza a pochi passi della Casa del Cinema) è ora diretta soprattutto allo Stato, al Ministero dei Beni culturali-Soprintendenza ai beni architettonici, il cui parere era necessario per il cambio nome. «Non ricordo se è stato dato parere positivo» aveva detto in un primo momento la soprintendente Costanza Pierdominici, fiera però di aver negato il cambio d'intestazione per piazza Numa Pompilio, secondo Re di Roma (prima, ambiziosa richiesta della Giunta). A quanto è dato sapere l'ok c'è stato. Ed è per questo che a lei (e per conoscenza al direttore regionale Federica Galloni) si è rivolto il presidente di Italia Nostra Roma, Carlo Ripa di Meana, che alla Pierdominici ha inviato un telegramma sottoscritto anche da Benedetta Borghese (Comitato Ripetta) e dalla decana delle battaglie in difesa del Bello e della Storia, Desideria Pasolini dall'Onda: «Italia Nostra Roma sostenuta fortemente pareri intellettuali et uomini cultura chiede a codesta soprintendenza ritirare parere positivo cambio odonomastica da Viale Museo Borghese a Viale Alberto Sordi. Viale Museo Borghese racchiude storicamente appartenenza museo et villa at cittadinanza romana et mondiale. Impossibile ignorare dettato codice beni culturali».