Firmato il protocollo. Chi sgarra rischia la chiusura L'intesa-lampo sui dehors è stata siglata ieri tra il Campidoglio e le associazioni di categoria. Il risultato è un protocollo che ratifica quanto già previsto da precedenti delibere comunali e direttive del Mibac. L'accordo arriva allo scadere della proroga concessa agli esercenti per rimuovere i teli in plexiglass e pvc. E ribadisce quali sono le coperture consentite (tende di tela grezza, a pacchetto o a rullo, in aggetto dal muro e gli ombrelloni tradizionali). Riguardo alle stufe, autorizza solo quelle a piramide mentre i funghi dovranno essere via via sostituiti. Ma veniamo al nodo più controverso: le pannellature esterne, del tipo a croce di Sant'Andrea, non potranno superare 1,30 metri di altezza e saranno concesse anche nelle isole pedonali e sui marciapiedi. I commercianti chiedono 30 centimetri in più, ma la Soprintendenza si oppone. A molti, quel sì strappato controvoglia lascia l'amaro in bocca. «Mi hanno convocato la sera prima dell'incontro racconta Liborio Pepi, di Fiepet Confesercenti e, se non mi avesse telefonato il sindaco, non mi sarei presentato». Sul limite di 1,30 Pepi ammette la delusione: «Meglio di niente». Nazzareno Sacchi, di Fipe Confcommercio, apprezza il dialogo: «Positivo che si sia trovato l'accordo». Guido Campopiano, leader dell'Associazione operatori economici del centro storico, definisce il protocollo «un tentativo puerile di placare il malcontento dei pubblici esercizi». Opinione condivisa da «Riprendiamoci la notte»: «L'intesa incalza il portavoce, Fabio Mina è frutto di un percorso di collaborazione o è un ricatto per le due associazioni di categoria?». Claudio Pica, segretario dell'Associazione esercenti e bar di Roma, chiama in causa la Soprintendenza: «Dovrebbe pensare di più a tutelare e valorizzare il nostro patrimonio artistico obietta invece di agire con il centimetro alla mano per imporre regole cervellotiche». La novità più dirompente è l'ufficio di scopo presieduto dal vice capo di Gabinetto, Giammario Nardi, che si insedierà nel I Municipio. La sua funzione è quella di vigilare sull'abusivismo, di accelerare l'iter sanzionatorio e di smaltire le pratiche. Il presidente del I Municipio sente aria di commissariamento e giudica la mossa del Campidoglio «inaccettabile». Non solo. «Gli operatori osserva Corsetti si stanno affrettando a realizzare separatori da 1,60 metri». Già, ma non sono vietati? «Si vocifera rivela il mini sindaco che sia un escamotage: l'ultima ordinanza sul decoro vieta solo i teli di plexiglass e pvc. Per le misure difformi, dunque, si beccheranno al massimo una multa ma non i 5 giorni di chiusura».