Pietromarchi: «Una mostra sulle contraddizioni del Paese» L' arte italiana contemporanea studia e racconta le contraddizioni del nostro Paese giocando sul «doppio», sulla contrapposizione non solo di temi ma anche delle generazioni di autori tra loro simili e insieme lontani: per età, per linguaggi, per il «modo» prima di osservare la realtà e poi di consegnare l'opera al pubblico. È forse tutta qui la scommessa, volutamente priva di ombre, di Bartolomeo Pietromarchi, curatore del Padiglione Italia alla 55a Esposizione universale d'arte della Biennale di Venezia: infatti il titolo scelto per l'operazione è «vice versa», sintesi del gioco incrociato di rinvii. Il primo di questi rinvii, esplicitato dallo stesso curatore, è alla teorizzazione del filosofo Giorgio Agamben nel volume Categorie italiane. Studi di Poetica, del 1966: per capire la cultura italiana bisogna ricorrere a una serie di «concetti polarmente coniugati». I contrasti, dunque. Una delle caratteristiche veramente identitarie del nostro Paese. Pietromarchi ha presentato il suo progetto ieri mattina col commissario Maddalena Ragni, direttore generale per il Paesaggio, le Belle arti, l'Architettura e l'Arte contemporanee al ministero dei Beni culturali. Budget ridotto (600 mila euro appena di finanziamenti pubblici) che si arricchirà non solo del sostegno di sponsor privati, ancora da definire, ma anche del risultato del progetto di crowdfunding, inedito e originale qui in Italia per quanto riguarda il mondo dell'arte. Ovvero un auto-finanziamento basato sul contributo diffuso, anche piccolo (forse non dissimile, nella sostanza, da quello che lanciò Michele Santoro per sostenere «Servizio pubblico» sulle reti locali e sulle piattaforme online) che ha già funzionato al Louvre con Tous Mécènes. La raccolta di fondi, con modalità ancora da definire, durerà novanta giorni con eventi a Roma, Milano, New York e Londra per poi proseguire sul web (www.viceversa2013.org). Pietromarchi: «L'obiettivo minimo è raggiungere 50.000 euro». Il denaro servirà man mano a finanziare la produzione degli artisti, l'organizzazione di incontri con gli autori sui temi del padiglione e anche un grande convegno sullo stato di salute dell'arte e della cultura in Italia. Pietromarchi spiega che l'idea di fondo è «creare un percorso, all'insegna del dialogo tra le generazioni e le tematiche, per documentare ciò che assicura specificità e identità all'arte e alla cultura italiana nel mondo». Un programma chiaro, programmaticamente «esclusivo» (cioè basato su scelte precise che escludono il resto; tanto quanto, due anni fa, la discussa e contestata mostra firmata da Vittorio Sgarbi fu massimamente e quasi indiscriminatamente «inclusiva»). Sette ambienti (sei sale e un giardino) per sette coppie di quattordici artisti alle Tese delle Vergini all'Arsenale. Per sette tematiche così declinate. Il Paesaggio tra visione e memoria, con Luigi Ghirri (1943-1992) e Luca Vitone (classe 1964). Storia personalestoria collettiva, con Fabio Mauri (1926-2009) e Francesco Arena (1978). Il dualismo tragediacommedia, affidato a Piero Golia (1974) e Sislej Xhafa (1970). Invece l'accoppiata Marcello Maloberti (1966) e Flavio Favelli (1967) si occuperà degli sconfinamenti tra autobiografia e immaginario collettivo. L'arte come illusione, sguardo prospettico, quindi realtàrappresentazione sarà il terreno di gioco per Giulio Paolini (1940) e Marco Tirelli (1956). Si continua con suonosilenzio ovvero libertà di parolacensura con Massimo Bartolini (1962) e Francesca Grilli (1978). Infine frammentosistema, o dell'impossibilità di classificare e archiviare, con Gianfranco Baruchello (1924) e Elisabetta Benassi (1966). Il 90 delle opere, racconta Pietromarchi, sono state realizzate per il Padiglione e sono quindi inedite. E il rapporto con la grande Biennale internazionale di Massimo Gioni? «I percorsi felicemente si intrecciano, nella comune consapevolezza di riportare continuamente gli artisti al dialogo con la società contemporanea. Dal confronto si comporrà un mosaico finale. Sicuramente molto stimolante...»
Biennale, svelato il Padiglione Italia
Il curatore del Padiglione Italia alla 55a Esposizione universale d'arte della Biennale di Venezia, Bartolomeo Pietromarchi, ha presentato il suo progetto per la mostra "Viceversa 2013". Il progetto studia e racconta le contraddizioni del Paese italiano attraverso l'arte contemporanea, giocando sul doppio e sulla contrapposizione di temi e generazioni di artisti. Il progetto ha un budget ridotto di 600.000 euro, che si arricchirà con il sostegno di sponsor privati e il risultato del progetto di crowdfunding. L'obiettivo è raggiungere 50.000 euro per finanziare la produzione degli artisti, l'organizzazione di incontri e un grande convegno.
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