ROMA - In un Paese che detiene il record mondiale dei tesori artistici e culturali, la sinergia tra il ministero delle Infrastrutture e quello dei Beni culturali potrebbe far balzare l'industria turistica dal 12 al 15 del Pil "diventando così il settore strategico della nostra economia - hanno sottolineato ieri il ministro della Infrastrutture, Pietro Lunardi e quello dei Beni Culturali, Giuliano Urbani in un incontro con la stampa - grazie non solo al decollo di Arcus, una spa destinata a diventare il braccio operativo per la promozione delle attività culturali del Bel Paese, ma ad una serie di provvedimenti che il Governo intende presto mettere in campo». Cominciando dal Fondo previsto dagli investimenti in infrastrutture, che la Camera potrebbe ampliare portandolo dal 3 fino al 5, fino al varo per la prima volta nel nostro Paese della «Valutazione di impatto archeologico», una radiografia fedele del territorio in grado di snellire i tempi per realizzare metropolitane e autostrade, evitando il blocco per anni di un cantiere da parte delle varie Sovraintendenze. «Prima - ha spiegato Lunardi - il fermo dei cantieri da parte di una Sovrintendenza per qualche ritrovamento storico, poteva anche provocare un danno di 100-200 miliardi. Grazie alla valutazione di impatto archeologico sarà possibile prevenire il contenzioso con vantaggi sia in termini di tempi che di risorse. E mentre il ministro Urbani sottolinea i vantaggi del Libro Bianco che dovrà orientare l'offèrta culturale per rilanciare il turismo, Arcus ha già varato un calendario fitto di progetti: da quello del Fai per il recupero di Villa Gregoriana, al Museo archeologico di Altino, alla stupenda area di Sibari nell'antica Magna Grecia, fino ad un Teatro all'aperto nella Casina della Rose.