Il Magistrato alle Acque ne restaura cinque per metterci i suoi uffici. Oggi forse la firma con la Marina Il Demanio consegna le chiavi al Comune. Ma l'assetto dell'Arsenale non è ancora definito. Trattative in corso per alcuni spazi «non assegnati». E intanto scatta la corsa ad assicurarsi le Teze non ancora occupate. Pochi giorni fa, a ridosso del «passaggio di consegne», il Comitato tecnico del Magistrato alle Acque ha approvato una serie di progetti di restauro per l'utilizzo delle Teze dell'area nord. La numero 100, che dovrebbe ospitare il centro unico di previsione maree, protocollo firmato due anni fa. Poi la 96, 97 e 98 per ospitare il «Monitoraggio ambientale del sistema Mose». E infine la 99, per cui sono stati stanziati sei milioni di euro per metterci i Laboratori di chimica dell'Ufficio tecnico per l'antinquinamento del Magistrato alle Acque. Un'accelerazione che ha provocato malumori in Comune. E una interrogazione firmata dal capogruppo del Psi Luigi Giordani che chiede al sindaco di valutare se tutto questo sia «coerente con gli obiettivi del protocollo d'intesa e con il decreto governativo che trasferisce la proprietà dell'Arsenale al Comune». La «spartizione» dell'Arsenale infatti non è ancora definita nei dettagli. Si sa adesso che al Comune, come prevede la legge, dovrà essere trasferita la proprietà dell'intero compendio, eccezion fatta per le aree in uso alla Marina militare e quelle della parte Nord, necessarie al completamento e alla gestione del sistema Mose. Ma quali sono le aree «in uso» alla Marina? L'accordo ormai definito in gran parte la firma potrebbe avvenire già stamattina prevede che ai militari restino le parti dell'area sud-est oggi occupate dall'istituto militare di studi marittimi. Ma anche gli specchi d'acqua, la darsena vecchia delle Galeazze e la Darsena grande. Al Comune andrano invece gli edifici dell'area sud magazzini e depositi confinanti con le Corderie e le aree in uso alla Biennale ma anche l'edificio degli ex Sommergibilisti. Contesi sono gli spazi della tesa del Bucintoro e il piazzale della Campanella aperti al pubblico per la Coppa America nel maggio dello scorso anno e la Darsena grande. Elemento unificante dell'Arsenale, anche dal punto di vista culturale, che il Comune vorrebbe poter disporre. Poi ci sono le Teze dell'area nord. Complesso di edifici in parte restaurati dal Magistrato alle Acque, preziosi per attività future. Il Magistrato alle Acque le rivendica. E adesso ha approvato i progetti di ristrutturazione. Il braccio di ferro è in corso. Quali sono le superfici dell'Arsenale «necessarie al completamento e alla gestione del sistema Mose?». Attualmente il Consorzio Venezia Nuova e Tethis hanno in gestione circa 20 mila metri quadrati della parte nord, compresi i capannoni in uso alla Tethis. Poi c'è il Cnr, e in mezzo la tesa 105, restaurata a spese del Comune, che sarà tra poco la nuova entrata dell'Arsenale. Restituito ai veneziani, anche se in buona parte ancora occupato dalle strutture del Mose e dalla Marina e in concessione alla Biennale (Corderie, teatro alle Tese e Gaggiandre). Da oggi, in ogni caso, il padrone di casa sarà il Comune e non più il Demanio.