L'inchiesta Indagato il commissario straordinario, ai domiciliari la titolare dell'azienda NAPOLI Pompei in grave pericolo. Degrado, incuria, mancanza di sicurezza per i turisti. Sono urgenti i lavori di manutenzione straordinaria, ma il fiume di denaro pubblico è usato per fortuna solo parzialmente per un'opera non prevista e non necessaria: l'allestimento scenico del teatro Grande. È il nocciolo dell'inchiesta della procura di Torre Annunziata che vede indagato per abuso d'ufficio continuato il commissario straordinario per l'emergenza del 2009 Marcello Fiori, ma anche tre ingegneri consulenti e progettisti per i lavori, mentre è stata arrestata (ai domiciliari) la titolare della Caccavo srl, la ditta scelta dal commissario Fiori per quei lavori non previsti e non urgenti. Lavori per otto milioni di euro su un finanziamento totale di 79. Non solo. La ditta gonfiava le spese fino al 400 per cento del costo reale. Sperpero di denaro pubblico e l'area di Pompei che continua a rimanere nel degrado, macchiata ora da questa nuova inchiesta proprio nel giorno dell'arrivo del commissario europeo Johanes Hahn. Stamattina sarà proprio Hahn, al quale toccò constatare lo stato dei resti archeologici messi a dura prova dalle piogge degli anni scorsi, a tornare a Pompei per la verifica. Il commissario incontrerà i ministri dell'Interno Anna Maria Cancellieri, per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi e alla Coesione territoriale Fabrizio Barca. Una visita di verifica. In vista del rilancio degli scavi entro dicembre 2015 con fondi Fesr ricevuti dalla Ue e nazionali. Il finanziamento, 105 milioni di euro, fu reso disponibile dopo un sopralluogo a novembre 2011. Nel mirino degli inquirenti sono invece quei 79 milioni di euro gestiti dal commissario Fiori. Il cui obiettivo era realizzare la stagione estiva del teatro San Carlo di Napoli al Grande teatro di Pompei. Di qui la spesa di otto milioni, «facendo scrive il gip Claudio Marcopido ingiustificato e immotivato ricorso ai suoi poteri straordinari di deroga e quindi senza ricorrere alle procedure di evidenza pubblica». Fiori avrebbe invece dovuto soltanto disporre «l'attuazione di misure dirette alla messa in sicurezza e salvaguardia dell'area archeologica, tra cui la realizzazione di opere di manutenzione ordinaria e straordinaria occorrenti per impedire il degrado e consentire la piena fruizione ai visitatori». Tutt'altro che un allestimento teatrale.