Entro il 2005 tutti progetti per le infrastrutture potrebbero avere una «Valutazione d'impatto archeologico», così come già avviene con quella d'impatto ambientale. Lo annuncia il ministro per le Infrastrutture Pietro Lunardi, illustrando insieme al titolare dei Beni culturali Giuliano Urbani i 15 nuovi progetti che i due ministeri porteranno avanti insieme, oltre ai 40 già attivati. Il braccio operativo di questo piano è rappresentato dalla società per azioni Arcus, nata nel febbraio 2004 per gestire il 3 per cento dei fondi stanziati per le infrastrutture che nella legge finanziaria del 2003 si è deciso di destinare alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Presto questo 3 per cento diventerà il 5 per cento e ciò darà grande impulso al turismo culturale. I due ministri annunciano un libro bianco sulla politica da seguire per conciliare interventi per infrastrutture e promozione culturale, che segnalerà le potenzialità di questo settore. «Oggi -dice Lunardi- il turismo culturale rappresenta il 12 per cento del Pil, ma potrebbe diventare il 14-15 se tante risorse non fossero sottoutilizzate: sarebbe in Italia la prima attività industriale. Basti pensare alle località ancora sconosciute o ai molti posti letto lasciati vuoti per diversi mesi all'anno». Arcus ha già avuto a disposizione 57 milioni di euro per i progetti finanziati e altri 7 milioni e 600mila serviranno ai nuovi interventi. Urbani li illustra uno a uno, cominciando dai due più significativi che avranno a disposizione 800mila euro per uno: quello per completare il recupero di Villa Gregoriana a Tivoli, affidata da più di un anno al Fai e quello per completare il museo archeologico di Altino, vicino a Venezia. Gli altri riguardano il teatro di Taormina; la realizzazione di una «Via dell'arte» con musei all'aria aperta tra Pietrasanta (Lu) e Montignoso (Ms); la valorizzazione dell'area archeologica di Sibari (Cs); gli scavi e il restauro della villa romana di Patti Marina (Me), attraversata dall'autostrada Mepa; la realizzazione di una struttura polifunzionale nella Comunità di San Patrignano; il festival della nuova danza nell'Auditorium di Roma; la creazione dell'orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado all'Accademia filarmonica di Bologna; la tournée negli Usa del goldoniano "Arlecchino servitore di due padroni" del Piccolo teatro di Milano; la creazione di un teatro all'aperto nella Casa della musica (ex Casina delle rose) a Roma; il ciclo di rappresentazioni teatrali itineranti per le regioni italiane dell'Eri; il progetto triennale sull'opera «Alessandro» dell'associazione Opera lirica contemporanea. «Siamo orgogliosi - dice Urbani - di fare il bilancio del primo anno di vita di Arcus, per la rapidità con la quale si è lavorato sul territorio, per valorizzare non solo le mete classiche del turismo culturale ma anche quelle che finora sono rimaste al di fuori di questo flusso e che pure hanno tante bellezze da far conoscere». Nell'anno passato sono stati finanziari interventi per il barocco nella provincia di Lecce, per Pompei, Villa Adriana a Tivoli, il porto di Traiano a Fiumicino, l'abbattimento delle barriere architettoniche per facilitare l'accesso ai disabili in diverse mete culturali, e per San Rossore (Pisa), dove sono state ritrovate navi romane ed etrusche mentre si facevano i lavori per la ferrovia. La nuova ottica è proprio quella di utilizzare gli interventi per la grandi opere, finora visti come ferite deturpanti per il territorio e il patrimonio artistico, come occasioni per valorizzare i nostri beni culturali. Una sinergia che offre vantaggi su ambedue i fronti perché, come spiega Lunardi, studiando ad esempio le mappe archeologiche prima di stabilire il tracciato di una metropolitana, di una strada o di un autostrada si evita un possibile blocco successivo dei lavori per l'intervento di una sovrintendenza e si risparmiano tempo e denaro. «Infatti - dice il ministro -, abbiamo già proceduto in questo modo per tutta l'Alta velocità e in tante altre occasioni. Ma nel futuro bisognerà imporre con una normativa una relazione preventiva dell'impatto archeologico per tutti i progetti. Una commissione sta già studiando il problema».
E da oggi le grandi opere non fanno più male al patrimonio archeologico
Il ministro per le Infrastrutture Pietro Lunardi e il titolare dei Beni culturali Giuliano Urbani hanno annunciato un piano per valorizzare il patrimonio culturale attraverso gli interventi per le infrastrutture. Il piano prevede la creazione di una società per azioni Arcus per gestire il 3% dei fondi stanziati per le infrastrutture per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Il piano prevede anche la creazione di un libro bianco sulla politica da seguire per conciliare interventi per infrastrutture e promozione culturale. I due ministri hanno annunciato 15 nuovi progetti per valorizzare il patrimonio culturale, oltre ai 40 già attivati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo